Generali birmani: Aung San Suu Kyi ai domiciliari. Avvocati chiedono di vederla
L'annuncio giunto ieri sera dopo che inizialmente si era parlato solo di un ulteriore sconto di pena. La svolta arriverebbe dopo la visita a Yangon del ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Nessuna indicazione su dove si trovi. I suoi legali - che non possono incontrarla da anni - hanno chiesto di poterle parlare direttamente. Il figlio Kim Aris: "L'immagine diffusa risale al 2022, finché non potremo comunicare con lei non credo a nulla".
Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Il team legale di Aung San Suu Kyi ha chiesto di incontrare l’ex leader detenuta, dopo il suo trasferimento agli arresti domiciliari nella capitale Naypyidaw da parte del governo sostenuto dai militari annunciato ieri sera dall’ex generale oggi presidente del Myanmar Min Aung Hlaing. La notizia è arrivata dopo che inizialmente ieri era stato annunciato solo un secondo sconto di pena nell’ambito di una nuova amnistia, che lascerebbe all’80enne leader della Lega Nazionale per la Democrazia ancora 18 anni di detenzione da scontare.
La premio Nobel è detenuta dal colpo di stato del febbraio 2021, quando l’esercito rovesciò il suo governo civile, scatenando una sanguinosa guerra civile che ha coinvolto gran parte del paese. Per lungo tempo, la sua posizione è rimasta incerta: nei giorni scorsi era stata chiesta anche una prova della sua esistenza in vita dal momento che da anni la famiglia e gli avvocati non possono nemmeno incontrarla.
Secondo un membro del suo team legale, Suu Kyi si trova ancora a Naypyidaw ed è stata trasferita agli arresti domiciliari ieri sera. I media statali hanno annunciato il trasferimento senza indicare il luogo dove sconterà gli arresti domiciliari. Hanno diffuso anche una sua fotografia che la ritrae seduta accanto a due agenti in uniforme. Secondo quanto riferito alla BBC dal figlio Kim si tratterebbe però di un’immagine già nota, scattata nel 2022. “Spero che la notizia del trasferimento agli arresti domiciliari sia vera, ma non ho ancora visto alcuna prova concreta che lo dimostri”, ha aggiunto. “Finché non mi sarà consentito di comunicare con lei, o qualcuno potrà verificare in modo indipendente le sue condizioni e il luogo in cui si trova, non crederò a nulla”.
Gli avvocati intendono incontrare Aung San Suu Kyi domenica 3 maggio per discutere la sua situazione legale e fornirle beni essenziali come cibo e medicine. In precedenza, quando non potevano vederla, questi rifornimenti venivano lasciati in una stazione di polizia. Ora, il trasferimento agli arresti domiciliari potrebbe consentire un contatto diretto e una pianificazione dei prossimi passi.
Dopo il colpo di stato, Suu Kyi è stata sottoposta a una lunga serie di processi segreti per accuse che includono corruzione, frode elettorale e violazione delle leggi sui segreti di Stato. Tutte accuse politicamente motivate per escluderla dalla vita pubblica.
Min Aung Hlaing, ha subito pressioni internazionali per rilasciare i prigionieri politici, anche da parte dell’ASEAN, che aveva escluso il Myanmar dai suoi vertici dopo il golpe. E va registrato che l’annuncio di ieri sera arriva dopo la visita compiuta nei giorni scorsi in Myanmar dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Pechino ha spinto fortemente per la celebrazione delle contestate elezioni che all’inizio dell’anno hanno dato un’aura di “normalità” al regime dei generali e hanno portato nelle scorse settimane alla designazione di Min Aung Hlaing come presidente.
Interpellato ieri dall’agenzia AFP sulla visita di Wang Yi e sulla sorte della leader dell’opposizione birmana, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian nella consueta conferenza stampa quotidiana aveva significativamente risposto: “Aung San Suu Kyi è una vecchia amica della Cina. La sua situazione è sempre stata nei nostri pensieri. La Cina e il Myanmar sono vicini amichevoli. La Cina sostiene il Myanmar nel seguire un percorso di sviluppo adatto alle sue condizioni nazionali e sostiene le varie parti del Myanmar nel realizzare una pace e una riconciliazione più ampie, solide e sostenibili”.
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