16/03/2026, 09.01
ASIA TODAY
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Giappone e Australia rifiutano di mandare navi a protezione dello Stretto di Hormuz

Le notizie di oggi: Tokyo ha iniziato la distribuzione di petrolio dalle proprie riserve strategiche. In Myanmar si è riunito per la prima volta il parlamento controllato dalla giunta militare. IN Thailandia il partito Bhumjaithai ha consolidato il proprio potere con la nomina del presidente della Camera. Nuovi scontri armati tra Pakistan e Afghanistan.

GUERRA IN MEDIO ORIENTE – GIAPPONE

Le richieste del presidente americano Donald Trump di creare una coalizione per permettere il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz sembrano essere cadute nel vuoto dopo che Giappone e Australia hanno dichiarato di non voler inviare navi militari. Questa mattina il Giappone, che dipende per il 95% dalle importazioni di petrolio dal Medio Oriente, ha annunciato la distribuzione di carburante attingendo dalle proprie riserve strategiche, che possono durare fino a 254 giorni.

STATI UNITI – CINA

Questa mattina, alla sede dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico a Parigi, potrebbero concludersi alcuni accordi preliminari tra Stati Uniti e Cina dopo che ieri il Segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent, e il vice primo ministro cinese, He Lifeng, hanno tenuto diverse ore di colloqui in vista del viaggio di Trump in Cina alla fine di marzo per incontrare il presidente Xi Jinping.

MYANMAR

Il Parlamento si è per la prima volta riunito oggi a cinque anni dal colpo di Stato militare che ha messo fine al periodo democratico del Myanmar. Khin Yi, generale di brigata a presidente dell’USDP, il partito dei militari, è stato eletto presidente della Camera bassa, mentre ci si attende che, come presidente del Paese venga scelto, il capo della giunta militare, il generale Min Aung Hlaing.

THAILANDIA

Anche in Thailandia i parlamentari hanno nominato presidente della Camera dei Rappresentanti Sophon Saram, figura di spicco del partito Bhumjaithai, da cui proviene il primo ministro Anutin Charnvirakul. Nel sistema di governo thailandese, il presidente della Camera stabilisce l'agenda legislativa e decide il calendario delle votazioni inclusa la prossima sessione per la nomina formale del primo ministro, una mossa che dovrebbe garantire ad Anutin un altro mandato dopo la vittoria elettorale alle votazioni dell’8 febbraio.

PAKISTAN – AFGHANISTAN

L’esercito pakistano ha riferito di aver lanciato contro l’Afghanistan nuovi attacchi armati nella notte tra sabato e domenica, colpendo “con successo” installazioni militari e “nascondigli di terroristi” nella provincia meridionale di Kandahar, base della guida suprema Hibatullah Akhundzada. Venerdì sera i talebani avevano colpito tre località del Pakistan con droni.

INDIA

L’India ha rilasciato il noto attivista Sonam Wangchuk dopo sei mesi di detenzione. Wangchuk, 59 anni, ha condotto diversi scioperi della fame per la difesa dell’ambiente, delle comunità tribali e una maggiore autonomia del Ladakh, regione montuosa che confina con la Cina e con il Pakistan. Era stato arrestato a settembre dopo aver preso ad alcune proteste contro il governo indiano, ma non è chiaro se le accuse contro di lui di aver fatto “discorsi provocatori” siano state ritirate.

RUSSIA

Il presidente della repubblica del Baškortorstan, Radij Khabirov, ha formato un gruppo di lavoro per la ricerca dei soldati dispersi nella guerra in Ucraina, per la maggior parte provienienti proprio dalla regione dei baškiri. Il compito, definito “una questione prioritaria che richiede un intervento immediato”, è stato affidato alla deputata repubblicana presso la Duma di Mosca Irina Pankina insieme al primo ministro di Ufa, Ruslan Khabibov e diversi alti funzionari.

TAGIKISTAN – CINA

La Cina e il Tagikistan si apprestano a realizzare la seconda parte del grande progetto di costruzione di postazioni di controllo e difesa sulle frontiere tra i due Paesi, con 9 altri obiettivi finanziati integralmente dai cinesi per una somma di 60 milioni di dollari, senza alcuna tassazione da parte tagica, “non per ragioni umanitarie, ma per calcoli geopolitici” secondo gli analisti di Asia Plus, difendendo le zone critiche per i cinesi nel Gorno-Badakšan.

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