18/02/2026, 16.14
CINA
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Hanno ricordato Lu Xiaobo: tre anni di carcere per due attivisti dello Zhejiang

Un tribunale di Hangzhou ha condannato Zou Wei e Zan Aizong che il 13 luglio 2024 - nel settimo anniversario della morte - si erano riuniti sul fiume Qiantang per commemorare l'intellettuale tra i promotori di "Carta 08" insignito nel 2010 del premio Nobel per la pace per il suo impegno non violento per i diritti umani. Una figura che continua a far paura nella Cina di oggi.

Milano (AsiaNews/Agenzie) – Un tribunale cinese ha condannato a lunghe pene detentive due attivisti della provincia dello Zhejiang per aver osato ricordare pubblicamente la figura di Liu Xiaobo, il premio Nobel per la pace morto in Cina nel 2017 mentre nonostante una grave malattia si trovava in custodia per le sue battaglie in favore dei diritti umani.

Il sito del network Chinese Human Rights Defenders ha reso noto che il 13 febbraio un tribunale di Hangzhou ha condannato Zou Wei a tre anni e mezzo di carcere e Zan Aizong a tre anni con l’accusa di “provocare litigi e creare disordini”. Il 13 luglio 2024 – nel giorno del settimo anniversario della morte di Liu - un gruppo di persone, tra cui Zou e Zan, si era riunito per ricordarlo presso l’estuario del fiume Qiantang, nella città di Haining. Il gruppo ha pubblicato online alcune foto della commemorazione. Il giorno successivo, la polizia di Hangzhou ha fermato sei di loro, rilasciando tutti tranne Zou Wei e Zan Aizong. Una settimana dopo i due uomini sono stati posti in detenzione penale. Nell’agosto 2024, poi, la polizia del distretto di Gongshu ha formalmente arrestato entrambi sempre con l’accusa di “provocare litigi”.

Il processo si è aperto il 19 settembre 2025, ma il verdetto è stato pronunciato soltanto durante l’udienza della scorsa settimana. Zou Wei è membro del Zhejiang Democracy Party, un gruppo informale di attivisti pro-democrazia, mentre Zan Aizong è uno scrittore indipendente, ex giornalista e membro dell’Independent Chinese PEN Center. Attualmente entrambi sono detenuti presso il Centro di detenzione del distretto di Gongshu, nella città di Hangzhou.

Da tempo il CHRD documenta come le autorità cinesi utilizzino frequentemente l’accusa di “provocare litigi e creare disordini” per mettere a tacere persone che esercitano o difendono i diritti umani. Nel settembre 2025, anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha pubblicamente definito l’accusa eccessivamente ampia e vaga, chiedendone l’abrogazione.

Noto intellettuale e scrittore, Liu Xiaobo (1955–2017) è stata una figura conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno per i diritti umani in Cina. Già nelle proteste del 1989 in piazza Tiananmen aveva sostenuto gli studenti e cercato di mediare con le autorità un'evacuazione pacifica della piazza per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Per questo motivo venne imprigionato una prima volta. Nel 2008 poi fu tra i principali autori di Carta 08, un manifesto ispirato alla Carta 77 cecoslovacca che chiedeva riforme politiche fondamentali, tra cui il multipartitismo e la libertà di espressione in Cina. Condannato nel 2009 a 11 anni di carcere per "incitamento alla sovversione del potere statale" a causa del suo coinvolgimento in Carta 08, fu insignito da detenuto del premio Nobel per la pace 2010 "per la sua lunga e non violenta lotta per i diritti umani fondamentali in Cina". Il riconoscimento fu simbolicamente consegnato a una sedia vuota. Morì il 13 luglio 2017 a causa di un tumore al fegato in fase terminale, mentre si trovava ancora in custodia statale in un ospedale di Shenyang. È stato il primo premio Nobel a morire in detenzione dai tempi di Carl von Ossietzky nella Germania nazista. La condanna dei due attivisti dello Zhejiang mostra quanto la sua memoria - pur restando un tabù per le autorità - rimane comunque viva in Cina.

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