29/06/2021, 12.19
INDIA
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Il 3 luglio la prima Giornata dell'India cristiana

di Nirmala Carvalho

Promossa da gruppi di diverse confessioni nella festa di san Tommaso, l'apostolo che secondo la tradizione è stato il primo evangelizzatore del Paese. Vuole sottolineare che il cristianesimo non è una religione straniera in India, come affermano gli estremisti indù. P. Babu: "Ogni sforzo per cancellare il contributo dei cristiani alla storia e alla cultura locale nega le fondamenta stesse del Paese".

Mumbai (AsiaNews) – Il 3 luglio, festa di san Tommaso, per la prima volta i cristiani di tutte le confessioni celebreranno la Giornata dell'India cristiana (Yeshu Bhakti Divas). L'iniziativa è nata dal basso da un gruppo di fedeli appartenenti a Chiese diverse sparse per il Paese; in questo modo essi intendono rigettare l'idea secondo cui il cristianesimo sarebbe una religione straniera in India.

Secondo i promotori dell'iniziativa, “la scelta del 3 luglio come una giornata da celebrare ogni anno per i cristiani di origine indiana è un modo per celebrare la persona e il messaggio di Gesù, portato in India nel 52 d.C. da san Tommaso, uno dei suoi dodici apostoli". Essi fanno notare che questo giorno ricorda il martirio del santo, avvenuto nel 72 d.C a Chennai: "Celebrandolo nel 2021, e da ora in avanti ogni anno, vogliamo preservare la nostra identità nel contesto culturale indiano, unendoci a tutti quelli che lo vorranno festeggiare, indipendentemente dalla lingua, dalle usanze, dal proprio credo o dalla regione di provenienza”.

“Con la celebrazione della Giornata dell'India cristiana - proseguono i promotori - lanceremo anche un decennio di iniziative (2021-2030) per onorare i 2mila anni dall'inizio della vita pubblica di Gesù, il cui insegnamento e i principi di vita hanno aiutato a trasformare l'India e il mondo intero”.

Il verbita padre Babu Joseph, già portavoce della Conferenza episcopale dell'India (Cbci), commenta con favore l'idea ad AsiaNews: “Il fatto che sia stata promossa da gruppi che appartengono a diverse confessioni cristiane è importante. E la scelta della festa di san Tommaso è un passo oltre le diverse opinioni esistenti sulla storicità dell'arrivo dell'apostolo in India. Da parte mia suggerirei di accompagnarla con la richiesta del riconoscimento di qualcuna delle chiese più antiche come patrimonio dell'Unesco o con qualche pubblicazione sul significato della presenza cristiana nella storia dell'India”.

“Di fronte ad alcuni movimenti della destra nazionalista che creano l'impressione che il cristianesimo sia un fatto straniero in India - conclude padre Joseph - è necessario ricordare quanto antiche siano le sue radici. Il cristianesimo è parte della storia indiana da 2mila anni e ha visto nascere molte sue forme locali di vita cristiana. Ogni sforzo per cancellare questo contributo è un modo per negare le fondamenta stesse dell'India. Il fatto che il cristianesimo abbia introdotto insegnamenti sociali che hanno fatto da catalizzatore ai movimenti di riforma della società indiana è un dato di fatto con cui fare i conti, come pure il grande contributo offerto nel campo dell'educazione”.

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