02/09/2022, 13.17
SRI LANKA
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Il Fondo monetario internazionale concede un prestito a Colombo

di Arundathie Abeysinghe

La cifrà ammonta a 2,9 miliardi di dollari, da erogare nell'arco di 48 mesi. Le prossime tappe dipenderanno dalla capacità dello Sri Lanka di rispettare le richieste dell'istituto di credito, che chiede lotta alla corruzione e trasparenza finanziaria. Il Giappone ha invitato Cina e India a riunirsi per valutare la ristrutturazione del debito srilnakese. 

Colombo (AsiaNews) - Ieri lo Sri Lanka ha raggiunto un accordo con il Fondo monetario internazionale (Fmi) per un prestito di 2,9 miliardi di dollari della durata di 48 mesi, un passo fondamentale per il Paese in bancarotta e il cui obiettivo sarà quello di sbloccare ulteriori finanziamenti e ristrutturare il debito. Il prestito sarà erogato nell'ambito dell'Extended Fund Facility (Eff) dell'Fmi, che aiuta i Paesi ad affrontare problemi di bilancia dei pagamenti o di liquidità.

Secondo una dichiarazione rilasciata dall'Fmi, l'Eff aiuterà lo Sri Lanka a ripristinare la stabilità macroeconomica e la sostenibilità del debito dopo che il programma sarà approvato dalla direzione e dal consiglio dell’istituto di credito. 

Durante un incontro nella capitale Colombo i funzionari del Fondo hanno sottolineato l'importanza di "procedere rapidamente alla ristrutturazione del debito per ottenere l'approvazione finale del prestito". Come descritto da Peter Breuer, capo missione dell'Fmi, al momento una tabella di marcia per l'erogazione del prestito "sarebbe difficile da accertare", ma ha ribadito la necessità che venga concessa assistenza urgente per evitare una crisi umanitaria.

Secondo un altro funzionario, Masahiro Nozak, "l'impatto è stato sopportato in modo sproporzionato dai poveri e dai vulnerabili". I fondi, ha aggiunto, "mirano a stabilizzare l'economia, a proteggere i mezzi di sussistenza della popolazione dello Sri Lanka e a preparare il terreno per la ripresa economica e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva. Le vulnerabilità sono aumentate a causa di ammortizzatori inadeguati e di una struttura del debito pubblico insostenibile".

Tra le altre riforme previste dal programma vi sono la riduzione della corruzione e l'aumento della trasparenza finanziaria.

Fonti del ministero delle Finanze hanno riferito ad AsiaNews che lo Sri Lanka sta lavorando con consulenti finanziari e legali su una strategia di ristrutturazione del debito e prevede di fare una presentazione ai creditori nelle prossime settimane. Gli obiettivi degli incontri sono di "fornire aggiornamenti sugli sviluppi macroeconomici", sulle aree chiave del pacchetto di riforme concordato e sulle tappe future.

Negli ultimi mesi la nazione insulare è stata alle prese con la peggiore crisi economica dell'era post-indipendenza, oltre che con i turbamenti politici che hanno portato alla formazione di un nuovo governo. La diminuzione delle riserve di valuta estera, la carenza di beni di prima necessità, tra cui cibo, carburante e medicine, e l'inflazione con la crescita più rapida di tutto il continente hanno devastato l'economia. 

Secondo fonti governative di alto livello, lo Sri Lanka sta negoziando anche con l'India, il Giappone e la Cina per un finanziamento ponte, poiché il Paese ha bisogno di un accordo tra i suoi "creditori ufficiali" prima di rivolgersi ai "detentori di obbligazioni".

Alcuni analisti economici hanno spiegato che potrebbe volerci del tempo prima che gli aiuti arrivino, a seconda della capacità dello Sri Lanka di fornire garanzie di poter soddisfare le difficili richieste di austerità dell'Fmi e di raggiungere accordi con i suoi creditori. 

I parlamentari all’opposizione e alcuni accademici sostengono tuttavia che "l'accordo con l'Fmi non è una soluzione per i debiti dello Sri Lanka, e al contrario porterà alla privatizzazione di molti stabilimenti con la scusa di ristrutturarli".

Nel frattempo, il ministro giapponese delle Finanze Shunichi Suzuki oggi ha esortato tutte le nazioni creditrici a discutere la ristrutturazione del debito srilankese. Secondo il politico nipponico, "è importante che tutte le nazioni creditrici, comprese Cina e India, si riuniscano” per tale obiettivo.

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