24/10/2008, 00.00
NEPAL
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Il Nepal teme per la crisi finanziaria globale e spera nella Cina

di Kalpit Parajuili
Il piccolo stato per ora è rimasto immune dai rovesci dell’economia globale. L’esecutivo maoista non ha ancora preso provvedimenti per evitare ricadute sulla vita del Paese. Ma il timore è che il crollo dei principali Paesi donatori trascini nella crisi anche Kathmandu. Il governo confida nella tenuta della Cina.

Kathmandu (AsiaNews) - Anche il piccolo stato del Nepal trema per la crisi finanziaria. Schiacciato tra i giganti India e Cina il Paese spera di non essere travolto dagli ultimi avvenimenti che stanno sconvolgendo l’economia globale.

Il governo di Kathmandu non ha ancora varato un piano per far fronte alla situazione. Per ora la crisi non ha avuto riflessi sul Nepal, ma il timore è che a breve possa seguire la sorte dei mercati dei Paesi vicini. L’economista Bishwambhar Pyakurel afferma: “Fino ad oggi l’economia non è stata toccata dalla crisi specialmente perchè il nostro è un mercato piccolo. Non abbiamo nessuna misura per far fronte alla situazione. Se il governo non introduce una politica definita in materia, non potremo rimanere immuni dalla crisi ancora per molto”.

Anche l’ex ministro dell’economia Ramsharan Mahat afferma che per ora “la crisi dell’economia globale ha avuto un'influenza minima sul Nepal”. Dello stesso avviso è l’ex direttore della Commissione per la pianificazione economica nazionale, Jagadish Pokharel, che però aggiunge: “Buona parte della programmazione nazionale dipende da economie straniere e ora alcuni dei nostri donors sono in bancarotta. Per questo, il nostri piani di sviluppo potrebbero essere sul punto di fallire”. Le prospettive secondo Pokharel potrebbero a breve rivelarsi cupe: “Per ora non abbiamo rilevato un forte impatto della crisi, ma se queste condizioni dovessero perdurare per più di una settimana del nostro mercato non rimarrebbe nulla”.

Inserito nell’elenco degli stati più poveri del pianeta, il Nepal ha un’economia arretrata, legata ad allevamento e agricoltura. Lo sviluppo industriale è concentrato nella zona attorno alla capitale. La borsa, il Nepal Stock exchange (Nepse), governa un piccolo mercato azionario che è stato regolamentato secondo standard internazionali solo da 15 anni (nella foto il personale del Nepse nel 1995).

Il ministro del commercio in carica, Baburam Bhattarai, confida nel fatto che “i leader economici mondiali miglioreranno le situazioni delle rispettive economie” e unisce le sorti del Nepal alle condizioni dei mercati dei due giganti vicini: Cina e India. Espressione del governo maoista al potere dall’aprile di quest’anno, il ministro afferma che “sino a che la Cina non avrà una grossa caduta possiamo difendere il nostro Paese”.

Il Nepse ha registrato nella mattinata di oggi un primo lieve calo dello 0,5%. Per ora, nel bel mezzo della crisi globale, il Paese continua a rimanere col fiato sospeso nella speranza di non rimanere travolto e nell’attesa di segnali incoraggianti dal meeting eurasiatico in corso a Pechino.

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