03/12/2012, 00.00
INDIA
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Il card. Amato alla beatificazione di Devasahayam Pillai, primo martire laico dell’India

di Nirmala Carvalho
La cerimonia di beatificazione è avvenuta nella diocesi di Kottar (Tamil Nadu), davanti a decine di migliaia di fedeli, 40 vescovi e quasi 2mila sacerdoti e suore. A presiedere la funzione vi erano il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e delegato papale; mons. Salvatore Pennacchio, nunzio apostolico; il card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana.

Mumbai (AsiaNews) - Decine di migliaia di cattolici provenienti da tutta l'India hanno partecipato alla cerimonia di beatificazione di Devasahayam Pillai, laico vissuto nel 18mo secolo. Tenutasi ieri nel campus della Carmel School a Ramanputhoor (diocesi di Kottar, Tamil Nadu), vicino alla città natale del martire, la funzione è stata presieduta dal card. Angelo Amato, in qualità di delegato papale, da mons. Salvatore Pennacchio, nunzio apostolico in India, e dal card. Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale del Paese. Alla cerimonia hanno preso parte anche 40 vescovi e quasi 2mila sacerdoti e suore.

Durante la cerimonia, mons. Peter Remigius, vescovo di Kottar, ha raccontato alcuni aneddoti sulla vita del laico indiano e sul suo martirio, avvenuto nel 1752. In precedenza, mons. Remigius aveva definito la beatificazione di Pillai un "dono per l'Anno della Fede" e una "benedizione" per il popolo indiano. Il card. Amato, che è prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha letto poi la lettera apostolica in latino, proclamando Devasahayam Pillai beato e scegliendo il 14 gennaio come giorno della sua memoria liturgica. A seguire, il coro ha intonato alcuni inni sacri, che hanno accompagnato la processione all'altare delle reliquie e di una grande immagine del beato.

Devasahayam Pillai è il primo laico indiano a diventare beato. Nato nel 1712, egli era un dignitario indù, convertito al cattolicesimo dalla testimonianza di una capitano della marina olandese. Ieri, dalla finestra del suo studio su piazza San Pietro, Benedetto XVI ha salutato la beatificazione del martire indiano, la cui "testimonianza a Cristo è un esempio di quella tensione alla venuti di Cristo a cui ci richiama questa prima domenica di Avvento". 

 

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