11/10/2023, 11.24
INDIA
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Il censimento delle caste in Bihar rischia di creare una 'tempesta politica'

di Nirmala Carvalho

Il Congress vorrebbe estenderlo a tutta l'India, mentre il Bjp al potere ha accusato lo Stato orientale di tentare di dividere la società lungo linee settarie. In realtà l'obiettivo è aprire la strada per estendere le quote nei servizi pubblici e nell'istruzione riservate alle classi svantaggiate anche ad altre fette della popolazione. Sr. Dorothy Fernandes: "Il censimento fa paura perché per anni è stata la casta superiore ad aver governato il Paese".

Patna (AsiaNews) - A inizio mese il censimento delle caste del Bihar, Stato dell’India orientale governato da un’alleanza di partiti, ha rivelato che le Other Backward Classes e le classi estremamente arretrate, alcune delle categorie utilizzate per classificare le popolazioni svatntaggiate, comprendono il 63% della popolazione dello Stato, mentre le caste registrate come emarginate rappresentano il 19% della popolazione e le tribù (altre categorie utilizzate per identificare le persone appartenenti alle comunità indigenti) costituiscono l’1,68%. Le caste superiori, o “savarnas” formano invece il restante 15,52% della popolazione, che nello Stato è di 130 milioni. 

“Il censimento delle caste ha creato una tempesta politica nel Paese e ha fatto paura al governo nazionale perché per anni è stata la casta superiore ad aver governato il Paese”, ha detto ad AsiaNews suor Dorothy Fernandes dell’Unione delle suore della Presentazione della Beata Vergine Maria. 

Il censimento ha inoltre mostrato che il gruppo maggioritario è quello degli Yadav, una comunità contadina-pastorale, che rappresenta oltre il 14% della popolazione, mentre l’82% dei residenti si è dichiarato indù e quasi il 18% musulmano. I giainisti, i cristiani, i sikh e i non credenti formano invece meno dell’1%.

Il governo statale aveva avviato l’indagine a gennaio, dopo che New Delhi aveva annunciato che non avrebbe portato avanti tale esercizio se non includendo solo le caste registrate e le tribù riconosciute. L’ultimo censimento su scala nazionale in cui sono state incluse tutte le caste e le tribù risale infatti al 1931. Il partito ultranazionalista del Bharatiya Janata Party (Bjp), da cui proviene il premier Narendra Modi, ha accusato l’amministrazione del Bihar di alimentare conflitti interetnici dividendo la popolazione lungo linee settarie e di voler tornare a classificare la società in caste nonostante queste siano state ufficialmente abolite in tutta l’India negli anni ‘50. Tuttavia, ancora oggi vige la tradizione di discriminare coloro che appartengono alle caste inferiori e attualmente sono previste delle quote nel settore pubblico e dell’istruzione per coloro che fanno parte delle caste e tribù riconosciute, ma non per gli altri gruppi svantaggiati. I partiti del Congress, del Janata Dal (United), e del Rashtriya Janata Dal al potere in Bihar ritengono invece che un censimento basato sulle caste possa aprire la strada per ampliare le quote a fette più ampie della popolazione. 

Il primo ministro del Bihar, Nitish Kumar, ha lodato la pubblicazione dei risultati dell'indagine: “Il censimento non solo ha rivelato le caste, ma ha anche fornito informazioni sulla condizione economica di tutti. Su questa base, verranno intraprese ulteriori azioni per lo sviluppo e l’elevazione di tutte le fasce della popolazione”, ha scritto sui social.

“Tuttavia, quando pensiamo a tutti i partiti politici non ce n'è uno, se posso dirlo, che sottoscriva la causa dei poveri. Invece, sono sempre state date loro le briciole che cadono dal tavolo”, ha commentato sr. Dorothy Fernandes, che in Bihar lavora con i poveri della capitale Patna e delle aree rurali dal 1997. “La nostra unica speranza è che le caste inferiori salgano al potere consegnando al Paese un buon governo diventando i veri rappresentanti del popolo, a favore dell’intera comunità e non solo della loro famiglia. In questo senso molto deve essere ancora fatto per educare le persone”.

Sr. Fernandes opera soprattutto a favore dei poveri urbani, che descrive come “coloro che con il sudore della loro fronte contribuiscono in maniera invisibile e inascoltata all’economia della città, eppure sono trattati molto duramente dai residenti urbani”.

Il leader del Congress Rahul Gandhi, all’opposizione nel governo nazionale, ha portato avanti lo slogan “jitni aabadi, utna haq”, secondo cui la rappresentanza di governo dovrebbe essere divisa su base percentuale in base alla popolazione. Secondo diversi studi, infatti, le caste superiori in India possiedono il 40% della ricchezza nazionale, occupano quasi il 90% delle posizioni di leadership nei media e quasi tutte le posizioni di vertice nelle facoltà universitarie, nonché i posti di potere nelle amministrazioni governative. Rahul Gandhi ha fatto notare che nel Bihar, nonostante le Other Backward Classes e le caste e le tribù riconosciute costituiscano l’84% della popolazione, nel governo centrale ci sono solo tre funzionari appartenenti alle OBC che gestiscono il 5% del budget nazionale.

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