Il film 'Lalibazar' riapre la ferita della comunità badi, i dalit delle montagne del Nepal
La sospensione temporanea del film da parte dell’Alta corte di Patan ha riacceso il dibattito sulla rappresentazione della comunità badi, storicamente emarginata e associata al lavoro sessuale. Mentre alcuni attivisti denunciano stereotipi offensivi e discriminatori, altri sostengono che la pellicola racconti una realtà ancora presente tra povertà, esclusione sociale e discriminazione di casta.
Kathmandu (AsiaNews) – L’Alta corte di Patan, in Nepal, ha sospeso temporaneamente il 28 aprile la distribuzione del film “Lalibazar”, accusato di offrire una rappresentazione stereotipata e offensiva della comunità badi. Il provvedimento, firmato dal giudice Prakash Dhungana dopo un ricorso presentato dall’attivista Roshni Nepali, era arrivato pochi giorni prima dell’uscita nelle sale prevista per il 1° maggio, nonostante il via libera già concesso dal Central Board of Film Censor, l’organo che approva, vieta o modifica film, documentari e spot cinematografici nel Paese. Negli ultimi giorni, però, la stessa corte ha deciso di non prorogare il blocco temporaneo, permettendo così la distribuzione nazionale della pellicola a partire dall’8 maggio, pur senza chiudere definitivamente il procedimento giudiziario.
La comunità badi, classificata dallo Stato nepalese tra gli “Hill Dalit” (dalit delle montagne), è uno dei gruppi sociali storicamente marginalizzati del Nepal, insieme a Damai, Sarki, Kami e Gaine. Secondo i rappresentanti della comunità, il film ritrae le donne badi in modo immorale e stereotipato, associandole al lavoro sessuale e danneggiando la reputazione e la dignità del gruppo. Criticato anche il linguaggio utilizzato nei dialoghi, ritenuto offensivo e lesivo. “Il film ha causato tristezza e depressione alle giovani badi in Nepal e all’estero”, ha dichiarato Roshni Nepali, tra le promotrici della petizione contro l’uscita della pellicola.
La produzione del film ha però respinto le accuse, sostenendo che “Lalibazar” affronta una realtà sociale concreta e spesso ignorata. Secondo i produttori, diversi membri della comunità che hanno visto il film si sarebbero riconosciuti nei personaggi e nelle loro storie di vita, apprezzando l’attenzione data alle discriminazioni e alle difficoltà economiche vissute da molte donne badi.
“Lalibazar” ha messo in luce anche una spaccatura interna alla stessa comunità. Come ha spiegato Hikmat Badi, membro del Badi Welfare Forum Nepal, il film è stato accolto in maniera diversa tra i badi che vivono nelle città e quelli delle aree rurali. La pellicola racconta la storia di una madre che cerca di salvare la figlia dal lavoro sessuale, sfidando la cultura patriarcale e le discriminazioni ancora diffuse nel Paese.
Secondo Hikmat Badi, il film rappresenta una realtà concreta per molte donne della comunità, soprattutto nelle aree del Terai, dove alcune ricorrono ancora alla prostituzione per sopravvivere. Nonostante gli sforzi degli attivisti e delle organizzazioni locali, molte donne continuano infatti a essere spinte verso il lavoro sessuale a causa della povertà, della mancanza di istruzione e della discriminazione, che spesso colpisce i dalit anche all’interno della stessa società nepalese.
Originari dell’India, i badi sono tradizionalmente una popolazione nomade legata alle arti performative e all’intrattenimento. Un rapporto del 2020 del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) indicava che circa il 5% delle donne badi risultava ancora coinvolto nel traffico sessuale. ONG e organizzazioni internazionali stimano però percentuali più alte, tra il 20 e il 30%, pari a circa 11mila donne.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla libertà d’espressione e sui limiti della censura cinematografica in Nepal. Dopo il primo ordine restrittivo, un gruppo di artisti, attivisti e figure di spicco del cinema nepalese si è riunito nella capitale Kathmandu, davanti al monumento Maitighar Mandala, per protestare contro il blocco del film e chiedere che la pellicola potesse essere distribuita nelle sale.
08/11/2018 12:29





