10/07/2010, 00.00
ISRAELE
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Il muro “illegale” della West Bank compie sei anni. Palestinesi e Onu contro Israele

Secondo le Nazioni unite più di 7mila palestinesi hanno accesso limitato alle loro terre e agli ospedali. La Corte internazionale di giustizia ha dichiarato il muro illegale nel 2004. Per Saeb Erekat, responsabile per l’autorità palestinese dei negoziati con Israele, la barriera rappresenta “la colonizzazione del 21mo secolo”.

Tel Aviv (AsiaNews/Agenzie) – L’Onu condanna il muro costruito da Israele attorno alla West Bank. Secondo un rapporto preparato dall’Ocha (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs), i palestinesi hanno accesso limitato agli ospedali di Gerusalemme est, gli interventi delle ambulanze sono ritardati dai posti di blocco e molti agricoltori non possono raggiungere i propri terreni che si trovano al di là del muro.

 Israele ha cominciato la costruzione della “barriera di sicurezza” nel 2002, dopo avere subito diversi attacchi suicidi. Ieri è stato il sesto anniversario della sentenza della Corte internazionale di giustizia che dichiarava illegale la barriera. Gli israeliani continuano a ignorare la sentenza e ne rivendicano il valore per la loro sicurezza, mostrando che gli attacchi kamikaze si sono ridotti drasticamente. Tel Aviv ha già costruito 707 km di muro che ricoprono il 61 percento del confine con la West Bank.

 Secondo il rapporto dell’Ocha, più di 7mila palestinesi vivono tra la barriera di sicurezza e la “Linea verde”, tracciata nel 1948 dopo la guerra arabo-israeliana, che separa Israele anche dai territori conquistati successivamente durante la Guerra dei sei giorni del 1967, come la West Bank.

 Molti contadini palestinesi che si ritrovano a vivere tra la “Linea verde” e il muro sono separati dai propri campi. Hanno un accesso limitato ai terreni e possono raggiungerli solo attraverso una delle 57 porte della barriera, aperta per poche ore durante il giorno. Le porte sono chiuse di notte e in molti hanno accesso limitato anche agli ospedali e ai servizi sanitari, con le ambulanze che intervengono in ritardo nelle emergenze a causa dei posti di blocco.

 Secondo Saeb Erekat, responsabile per l’Autorità palestinese dei negoziati con Israele, la barriera rappresenta “la colonizzazione del 21mo secolo”. “Il muro è uno dei peggiori esempi della grave violazione della legge internazionale” ha aggiunto. “Separa i contadini dalle terre, i bambini dalle scuole e le famiglie tra di loro”.

 Il governo israeliano insiste che questa è solo una misura temporanea, ma non agisce di conseguenza. All’inizio dell’anno, mentre la costruzione della barriera continuava, gli ufficiali israeliani hanno pensato a creare delle tessere elettroniche per gli agricoltori, per permettergli di avere accesso ai loro campi.

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