Il trono di spade della Cecenia
Si moltiplicano in Russia le voci su una possibile transizione del potere a Groznyj. Ramzan Kadyrov vorrebbe imporre uno dei suoi figli alla successione, ma il limite di età per la presidenza è di 30 anni con la figlia maggiore che ne ha 27 e il maschio più adulto solo 20. ma tra gli altri candidati sullo sfondo c'è anche il generale 52enne Apti Alaudinov, comandante della brigata Akhmat e molto inserito nelle alte sfere moscovite
Groznyj (AsiaNews) - La salute del presidente della Cecenia, Ramzan Kadyrov, fedelissimo sostenitore di Vladimir Putin, appare sempre più in bilico, e si moltiplicano in Russia le voci di una possibile transizione del potere a Groznyj. Il Cremlino ha un grande bisogno di stabilità nel Caucaso settentrionale, soprattutto nelle condizioni della guerra in corso contro l’Ucraina, dove i ceceni sono tra i principali protagonisti dell’aggressione russa.
Lo stesso Kadyrov ha iniziato da tempo i giochi di successione al trono, cercando di piazzare figli e parenti nei ruoli decisivi per la sua conquista, ma è in ballo una grande concorrenza che si rivolge direttamente a Mosca, o cerca sostegno all’interno della repubblica. Del resto, la successione nella storia della Russia è sempre stata problematica, sia al centro che nelle periferie, ai tempi degli zar e anche nel periodo sovietico, fino alla cessione della presidenza da Eltsin a Putin, che ha imposto l’inamovibile “verticale del potere”.
La Cecenia è stato il primo fattore da sistemare da parte del nuovo zar, avendo attraversato due guerre civili dagli inizi degli anni ’90, contrapponendo i separatisti e i terroristi islamici al potere del Cremlino, finché Putin non è riuscito a schiacciare ogni rivolta grazie al clan Kadyrov. L’ex-ribelle Akhmat passò dalla parte di Putin e divenne presidente della Cecenia, per morire poco dopo in un misterioso attentato nel 2004, che portò al trono il figlio Ramzan, che il padre voleva tenere lontano dal potere per i suoi eccessi di violenza.
Ramzan Kadyrov aveva allora 30 anni, l’età minima per diventare presidente, ruolo che ricopre da oltre un ventennio con una politica di continuo soffocamento dei clan rivali, e di sostegno sempre più fervoroso allo zar Putin e alle sue guerre nelle aree ex-sovietiche. Ramzan si è formato un esercito quasi privato, consolidando il potere assicurandosi tutti i fondi e le ricchezze della regione, diventata in pratica un feudo personale con la protezione del Cremlino, che chiude un occhio sui suoi abusi di potere e sull’atmosfera di violenza e impunità su cui si regge la Cecenia, “cassaforte mafiosa del partito” ai tempi sovietici.
Kadyrov vorrebbe imporre uno dei suoi figli alla successione, ma il limite di età rimane fissato a 30 anni; la figlia maggiore ne ha 27, e il maschio più adulto ne ha solo 20, ma non si escludono scenari di tradizione più antica, ricordando i 17 anni del primo zar Ivan il Terribile al momento dell’incoronazione nel 1547. Si propone quindi il figlio maggiore Akhmat, erede del glorioso nome del nonno, primo maschio dei 12 figli del presidente, che ha già ricoperto numerosi incarichi importanti, anche se si è occupato principalmente di sport, soprattutto di boxe e lotta libera, e da gennaio è diventato vice-premier del governo repubblicano.
La 27enne Ajšat è la più anziana dei 12 eredi, dal 2020 vice-ministra della cultura e da due anni una delle vice-premier, con delega alle questioni sociali. È anche imprenditrice e proprietaria della casa di moda Firdaws, sotto sanzioni Usa, e l’anno scorso ha lasciato il governo, affermando che “si tratta di un lavoro per uomini forti”. Il più forte della prole di Kadyrov è il 18enne Adam, ora in ospedale dopo un grave incidente alla guida della principale vettura del suo corteo semipresidenziale. Divenne famoso a 15 anni per aver picchiato selvaggiamente un uomo accusato di aver bruciato il Corano, e da allora il padre lo propone come il suo erede ideale.
Ci sono poi i candidati storici come il 56enne Adam Delimkhanov, deputato alla Duma di Mosca e braccio destro di Kadyrov, addetto ai rapporti con l’élite del Cremlino e definito “l’uomo dalla pistola d’oro”, sospettato anche di omicidi eccellenti. Oppure Magomet Daudov, 45enne primo ministro a cui verrebbe affidato il Paese in caso di morte del presidente, e il ceceno più attivo negli ultimi tempi, il generale 52enne Apti Alaudinov, comandante della brigata Akhmat e molto inserito nelle alte sfere moscovite, a cominciare dal ministero della Difesa. La guerra in Ucraina lo ha rilanciato dopo un periodo negativo, ma gli analisti segnalano altri candidati meno noti come il 51enne Ruslan Edelgeriev, colonnello molto vicino a Putin, il 50enne Abuzaid Vismuradov, amico d’infanzia di Kadyrov, anch’egli vice-premier e “guardiano del presidente”, fino al 35enne Ibragim Zakriev, ex-sindaco di Groznyj e nipote di Kadyrov, che oggi guida la filiale russa della Danone dopo la nazionalizzazione dello yoghurt francese. I giochi sono aperti, e l’ombra delle spade del trono ceceno si allungano fino al Cremlino.
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