In migliaia a Manaoag per il centenario dell'incoronazione della Vergine
Luogo di pellegrinaggio da tutta l'Asia, il santuario sorge là dove secondo la tradizione la Maddona apparve a un contadino del Pangasinan nel 1610. L'arcivescovo Villegas: "Questa celebrazione ci ricorda la sua presenza di Maria accanto al popolo filippino: ci guida nei momenti di oscurità, ci rafforza nelle debolezze e ci conduce sempre più vicino a suo Figlio".
Manila (AsiaNes) - Il 22 aprile 2026, la Basilica Minore di Nostra Signora di Manaoag, nella provincia di Pangasinan, a nord di Manila, uno dei principali luoghi di pellegrinaggio in Asia, ha celebrato il 100° anniversario dell’incoronazione della sua celebre immagine. L’arcivescovo Charles John Brown, nunzio apostolico nelle Filippine, ha presieduto una solenne Messa di ringraziamento, esortando tutti a continuare a pregare per la pace e la prosperità del mondo per intercessione di Maria.
Una nuova corona corona è tata posta sull’immagine del XVII secolo di Nostra Signora del Rosario di Manaoag - spesso chiamata dai locali “Apo Baket”– per rievocare l’incoronazione canonica avvenuta nel 1926, All’evento hanno preso parte anche il card. José Advincula, arcivescovo di Manila, e p. Filemon de la Cruz, O.P., priore provinciale della Provincia domenicana delle Filippine.
Nel corso dei secoli, la Basilica Minore di Nostra Signora di Manaoag è diventata uno dei centri di pellegrinaggio più visitati del Paese, attirando milioni di visitatori ogni anno. “Manaoag” deriva dalla parola pangasinan “taoag”, che significa “chiamare”.
Secondo la tradizione, la Vergine apparve nel 1610 a un contadino nel Pangasinan, indicando il luogo in cui desiderava fosse costruita la sua chiesa. Egli vide Maria con in braccio il Bambino Gesù e un rosario, in piedi sulla cima di un albero, e ricevette la richiesta di edificare lì una chiesa. Sul luogo dell’apparizione fu costruita una piccola e semplice cappella, che divenne il nucleo dell’attuale città.
Il santuario è rinomato per la sua storia di protezione, tra cui un episodio in cui tribù nemiche incendiarono il villaggio, ma la cappella non prese fuoco.
Il termine “Apo Baket” è un appellativo affettuoso usato dagli Ilocani per riferirsi alla Vergine Maria: “Apo” indica una persona anziana rispettata, mentre “Baket” significa “donna anziana” o “matriarca”.
La statua della Vergine Maria è scolpita in avorio ed è alta circa 1,20 metri. Presenta un’espressione serena e regale, con occhi a mandorla e un lieve sorriso. Tiene il Bambino Gesù sul braccio sinistro; il piccolo spesso regge un globo sormontato da una croce, simbolo del suo dominio sul mondo. Un grande rosario ornato pende dalla mano destra della Vergine, leggermente protesa in avanti, richiamando il titolo di “Nostra Signora del Rosario”.
L’incoronazione canonica dell’immagine di Nostra Signora del Rosario di Manaoag ebbe luogo il 21 aprile 1926. Il rito storico fu celebrato da mons. Guglielmo Piani, delegato apostolico nelle Filippine, a nome di papa Pio XI. L’incoronazione rappresenta il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa delle grazie e dei miracoli attribuiti all’immagine mariana, affettuosamente chiamata “Apo Baket”.
Celebrando il centenario, l’arcivescovo di Lingayen-Dagupan mons. Socrates Villegas ha definito l’evento storico “un secolo di grazia, miracoli e devozione incrollabile”. Di generazione in generazione, Maria è stata simbolo di speranza e conforto, attirando innumerevoli fedeli al suo santuario, dove le preghiere si elevano e i cuori trovano guarigione, ha aggiunto. “Questa celebrazione centenaria ci ricorda la sua presenza duratura nella vita del popolo filippino: ci guida nei momenti di oscurità, ci rafforza nelle debolezze e ci conduce sempre più vicino a suo Figlio, Gesù Cristo”, ha commentato mons. Villegas. Il presule ha inoltre esortato i fedeli a praticare la misericordia, descrivendola come un segno di forza: “Non dobbiamo avere paura di perdonare o di essere compassionevoli, perché misericordia, compassione e tenerezza sono qualità delle persone forti”, ha affermato.
Josephine Chua, una delle devote presenti alla cerimonia, ha dichiarato ad AsiaNews che Nostra Signora di Manaoag continua a essere un faro di speranza e una madre di protezione.
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