02/08/2018, 12.30
INDIA
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India, al via il programma Caritas per i piccoli agricoltori in Asia

Il progetto s’intitola “Agricoltura flessibile per i piccoli proprietari terrieri e rete di biodiversità”. In India saranno coinvolti 10mila contadini; in tutta l’Asia un totale di circa 40mila persone. Creare dei collettivi di agricoltori per condividere esperienze e soluzioni.

Mumbai (AsiaNews) – Dall’India parte il programma di Caritas Asia per sostenere 40mila agricoltori in tutto il subcontinente indiano. Il progetto, dal titolo Safbin (Smallholder Adaptive Farming and Biodiversity Network, Agricoltura flessibile per i piccoli proprietari terrieri e rete di biodiversità) è stato presentato lo scorso 31 luglio durante un incontro a New Delhi. Come gesto concreto dell’avvio dei lavori, al termine dell’evento è stato consegnato un cestino di semi ai presenti.

T Haque, ex commissario della Commissione per i costi agricoli e i prezzi (Cacp), spiega l’importanza del progetto: “Tutta l’Asia del sud dipende dai piccoli agricoltori che coltivano meno di due ettari di terreno. La media dei ricavi annuali per i contadini indiani si aggira sui 1000 dollari, mentre quelli sudcoreani e giapponesi possono guadagnare molto di più, in alcuni casi fino a 100mila dollari”. L’obiettivo è arrivare allo stesso livello: “Tali ricavi derivano dalla miriade di associazioni di contadini presenti in entrambi i Paesi. Il Safbin incorpora questa strategia”.

Il programma verrà attuato nel periodo 2018-2022. Esso si pone l’ambizioso scopo di eliminare la fame in Asia del sud entro il 2030. Il progetto è stato lanciato lo scorso 11 giugno e coinvolge quattro Paesi: Bangladesh, India, Nepal e Pakistan. I lavori saranno coordinati da Caritas Austria, con la partnership strategica di Caritas Svizzera e Caritas Asia, che forniranno le risorse necessarie per tutta la durata del progetto. In India verranno coinvolti 10mila contadini; in tutta l’Asia un totale di circa 40mila persone.

Il Safbin vuole trasmettere “buone pratiche” e sostenere i piccoli proprietari terrieri; garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni rurali partendo da ricerche effettuate proprio tra gli agricoltori. Fra i risultati attesi, vi è quello di adattare i metodi di coltivazione ai crescenti cambiamenti climatici e creare una rete di organizzazioni, studiosi e coltivatori che condividano esperienze e soluzioni.

P. Paul Moonjely, direttore esecutivo di Caritas India, ha detto che “i piccoli agricoltori sono essenziali nel raggiungere gli obiettivi di sicurezza agricola e alimentare della nazione”. Poi ha aggiunto che l’organizzazione cattolica vuole creare dei collettivi di agricoltori per garantire i loro prodotti. Secondo il sacerdote, “si deve stimolare la domanda di prodotti da parte del mercato e collegare in maniera diretta i consumatori ai produttori rurali. In questo modo si aiuta sia a promuovere la biodiversità dell’agricoltura che a preservare l’ambiente”. (NC)

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