01/03/2013, 00.00
INDIA
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India, presentato il budget 2013-2014: crescita e riduzione del debito al primo posto

di Nirmala Carvalho
L'imprenditore cristiano Clifton Desilva analizza il nuovo piano di bilancio presentato ieri dal ministro delle Finanze. Speranze di crescita al 6,7%, nonostante il contesto globale molto impegnativo. Il mercato azionario reagisce male alla tassazione sui grandi redditi.

Mumbai (AsiaNews) - Un bilancio orientato alla crescita, in uno scenario nazionale e globale molto impegnativo. Clifton Desilva, imprenditore cristiano e direttore di Altina Securities (una società di consulenza finanziaria), descrive così il piano nazionale di bilancio (Union Budget) per il 2013/2014 presentato ieri da P.C. Chidambaram, ministro indiano delle Finanze. La proposta punta a ridurre il debito indiano e a rilanciare l'economia, aprendo ai mercati stranieri e migliorando la tassazione. Tuttavia, il mercato azionario ha reagito in maniera negativa, con una caduta di oltre l'1,5%. Il Sensex indiano è sceso di 291 punti, mentre la borsa di New York di 103

"L'economia indiana - spiega l'uomo d'affari - è in una fase di rallentamento e il nuovo piano di bilancio si propone di invertire questa tendenza. I dati diffusi per il terzo trimestre dell'anno fiscale 2013 rivelano che l'economia è cresciuta solo del 4,5%, rispetto alle previsioni del 5%. I settori manifatturiero, minerario e agricolo hanno deluso. Tuttavia, il Ministro spera di poter concludere l'anno al 5,5%, e per il 2013/2014 ha fissato la crescita al 6,1-6,7%".

Un altro settore su cui si vuole puntare, spiega, "è la riduzione del deficit delle partite correnti. Anche se per le esportazioni l'obiettivo di 350 miliardi può non essere raggiunto, i dicasteri di Finanza e Commercio hanno in programma di adottare misure per affrontare la questione"

È giudicata in modo positiva la proposta di applicare il Rajiv Gandhi Equity Savings Scheme per i prossimi tre anni. Esso è un sistema di risparmio fiscale che mira a far confluire il flusso di risparmio dei piccoli investitori nel mercato nazionale, con una serie di agevolazioni fiscali. In particolare, lo schema consente investimenti fino a 50mila rupie (670 euro), il 50% dei quali è deducibile dalle tasse, per un risparmio massimo di 5150 rupie.

Per i mercati, aggiunge Desilva, è però negativa "l'introduzione di una sovrattassa per i redditi superiori a 10 milioni di rupie [1,4 milioni di euro] per i singoli, e superiori al 1 miliardo di rupie [13,9 milioni euro] per le imprese. Questa misura potrebbe colpire in modo marginale i profitti della aziende, ma almeno durerà solo un anno". 

 

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