19/01/2006, 00.00
INDIA - PAKISTAN
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India - Pakistan: accordo per una seconda linea di autobus in Kashmir

Dopo i colloqui di pace conclusi ieri, i due Paesi hanno deciso di aprire una seconda linea di autobus nel conteso Kashmir. Ma le divisioni sulla questione sembrano ancora  profonde.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - India e Pakistan hanno deciso di aprire una seconda linea di autobus, che colleghi la divisa regione del Kashmir. L'accordo è stato preso ieri al termine dei due giorni di colloqui di pace, ma le divisioni sono ancora profonde.

La nuova linea di trasporto pubblico è l'ultima di una serie di misure tese a costruire fiducia reciproca all'interno del processo di pace. Il segretario del ministro indiano degli Esteri, Shyam Saran, ha detto ieri che l'India spera, per marzo o aprile, di avere una nuova linea di autobus tra la città indiana di Poonch e quella pakistana di Rawalakot.

Le due potenze nucleari hanno combattuto tre guerre dalla sanguinosa divisione del subcontinente seguita all'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947. Il territorio del Kashmir, diviso tra i due ma reclamato da entrambi, è stato teatro di due conflitti. Dall'inizio del processo di pace nel 2004, le tensioni sono gradualmente diminuite e l'anno scorso si è arrivati alla costruzione della prima linea di mezzi pubblici, quella tra Srinagar e Muzaffarabad.

Nonostante i progressi riconosciuti dalle due parti e le speranze di un ulteriore avvicinamento dopo il terremoto di ottobre, le divisioni sulla questione del Kashmir sono ancora profonde. Il segretario del ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammed Khan, ha detto che "il problema è vecchio quanto la nostra indipendenza; bisogna iniziare a risolverlo da adesso". Pervez Musharraf, presidente pakistano, ha espresso disappunto sulle scelte di New Delhi, che ha respinto la sua proposta di ritiro delle truppe da tre città chiave nella porzione indiana – Srinagar, Kupwara e Baramullah – considerate covi di militanti islamici. 

Saran spiega che l'India, come il Pakistan, è intenzionata a promuovere un libero flusso di persone, merci e idee attraverso la "Linea di controllo". Ma ha aggiunto: "Non siamo nella posizione di rivedere i confini".

A complicare la situazione sono le attività degli insorti islamici nella parte indiana, che a partire dal 1989 hanno causato la morte di 66 mila persone. Il governo indiano ritiene che i militanti operino dalle basi nel Kashmir pakistano, ipotesi smentita da Islamabad. Sull'impegno del Pakistan nella lotta al terrorismo, Saran è convinto che "alcuni passi sono stati fatti, ma non sono abbastanza".

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