02/11/2009, 00.00
ASIA
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Influenza A: per la Corea è allarme “rosso”, in una settimana casi raddoppiati

di Theresa Kim Hwa-yung
La scorsa settimana 8.857 rispetto ai 4.420 della precedente. Domani il livello di allerta potrebbe toccare il quarto stadio, il più elevato della scala. Il premier cinese Wen Jiabao conferma il “rapido aumento” dei contagi nel Paese. Il Ministero della sanità saudita lancia un piano di intervento per i pellegrini diretti alla Mecca.
Seoul (AsiaNews) – Seoul potrebbe alzare l’allerta per l’influenza A al livello “rosso”, il più elevato della scala, a causa della rapida diffusione del virus nel Paese. L’annuncio ufficiale verrà dato con molta probabilità già domani pomeriggio. Il governo invita i cittadini alla calma, ma i sanitari annunciano una crescita “continua” nelle prossime due o tre settimane. Intanto la Cina e i Paesi musulmani promuovono la campagna di vaccinazione contro l’influenza suina, in vista del pellegrinaggio maggiore alla Mecca in programma dal 25 al 30 novembre prossimi.
 
Il Ministero sud-coreano della sanità, del welfare e della famiglia (Mhwfa) riferisce che la scorsa settimana 8.857 persone hanno contratto il virus, con una crescita doppia rispetto ai 4.420 della settimana precedente. Fra i provvedimenti al vaglio delle autorità vi sarebbero restrizioni ai viaggi, cancellazione di eventi di larga scala e un’accelerazione nei test. In programma anche controlli a tappeto per impedire abusi nell’assunzione di Tamiflu, il farmaco antivirale più diffuso per combattere la malattia.
 
Nei giorni scorsi il governo aveva invitato i cittadini alla calma, sottolineando che il tasso di mortalità legato al virus H1N1 è dello 0,03%. Il Mhwfa dichiara che, al 1° novembre, a fronte di circa 100 mila contagi, i morti sarebbero una quarantina. Oh Myung-don, professore del National University Hospital di Seoul, smorza i toni dell’allarmismo spiegando che “non c’è bisogno di preoccuparsi troppo per l’H1N1”.
 
Intanto Pechino conferma di aver inoculato il vaccino a più di 3,78 milioni di persone e di aver distribuito più di 26 milioni di dosi per fronteggiare la pandemia. Il premier cinese Wen Jiabao sottolinea l’allerta confermando il “rapido aumento dei casi” in “molte aree” del Paese, soprattutto nelle scuole. “L’influenza continuerà a diffondersi – conferma il primo ministro – nel breve periodo”. Fonti sanitarie cinesi affermano che l’influenza A ha ucciso sei persone – di cui due negli ultimi giorni –  e i contagiati sono più di 46 mila.
 
Anche i Paesi a maggioranza islamica lanciano l’allarme, in vista del pellegrinaggio maggiore alla Mecca in programma dal 25 al 30 novembre. Ieri il Ministero saudita della sanità ha confermato che il governo garantirà un trattamento sanitario gratuito ai malati. Il responsabile di un gruppo di esperti chiamati a monitorare la situazione spiega che i pellegrini sono ospiti di Allah ed è “nostro compito badare a loro” durante la visita ai luoghi santi dell’islam. Ogni anno l’Hajj richiama alla Mecca circa 2,5 milioni di musulmani.
 
Il Ministero turco della sanità annuncia per oggi l’inizio della campagna di vaccinazione; circa 350 mila addetti del personale sanitario riceveranno le dosi, dopo che i test hanno dato esito positivo.
 
Nei giorni scorsi l’Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso i dati relativi alla diffusione del virus, aggiornati al 25 ottobre. Sono almeno 5712 i morti e più di 441 mila i contagi in tutto il mondo. Le vittime nel Sud-est asiatico sono 605 e più di 42 mila i contagi. Nel Pacifico occidentale i morti sono 465, mentre i malati sfiorano i 130 mila.
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