30/11/2004, 00.00
ASIA
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Influenza aviaria, si teme un'epidemia globale

OMS: il virus potrebbe contagiare il 30% della popolazione mondiale.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – L'influenza aviaria è un pericolo più serio della Sars e potrebbe causare un'epidemia mondiale che minaccia di contagiare il 30% della popolazione terrestre e di uccidere, secondo calcoli più o meno pessimistici, tra 7 e 50 milioni di persone. L'allarme arriva dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che da oltre un anno lavora per tenere sotto controllo il virus H5N1 causa di 32 morti tra Thailandia e Vietnam e della soppressione di oltre 100 milioni di polli in 9 paesi asiatici.

Shigeru Omi, direttore regionale dell'OMS per il Pacifico occidentale, ha detto che "siamo più vicini che mai ad un'epidemia" di fronte alla quale nessun Paese può sentirsi al sicuro. Omi ha partecipato al meeting di Bangkok, dove la scorsa settimana 13 Paesi asiatici si sono incontrati per affrontare l'emergenza. La prospettiva di un vaccino, al quale stanno lavorando 2 ditte americane, non rappresenta una soluzione. "Il vaccino (pronto non prima di marzo 2005) proteggerà dalla malattia e ridurrà l'impatto sull'individuo – ha spiegato Omi – ma non serve a prevenire l'epidemia". L'OMS consiglia una cooperazione a livello mondiale, fatta di scambio di informazioni sulle modalità di trasmissione, di contagio ai bambini e sulla velocità di riproduzione. Necessarie per contenere la diffusione dell'epidemia anche una revisione delle pratiche di gestione degli allevamenti in Asia, con l'aumento di misure di controllo; la preparazione in ogni paese di  scorte di antivirali e di piani per affrontare l'emergenza sanitaria: strutture per l'isolamento dei malati e per la macellazione degli animali infetti.

L'influenza aviara rappresenta una minaccia più grave della Sars, che secondo l'OMS potrebbe scoppiare di nuovo in Asia quest'inverno. Omi spiega che la Sars è una malattia "cittadina", sviluppatasi in ambienti già ad alto livello di sorveglianza, mentre l'influenza dei polli nasce in zone rurali dove le "misure di controllo sono quasi inesistenti".

Il rischio per l'uomo è rappresentato dalla versatilità e dalla resistenza del virus H5N1 responsabile del passaggio dagli animali all'essere umano. La malattia è partita dai volatili, ma negli ultimi mesi ha contagiato anche soggetti ritenuti "non predisposti" come tigri e gatti domestici. Gli esperti temono che l'epidemia tra gli uomini avverrà tramite i maiali, nei quali l'H5N1 può combinarsi con il virus della comune influenza umana.

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