04/01/2022, 12.52
PAKISTAN-AFGHANISTAN
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Islamabad continuerà a recintare il confine con l'Afghanistan

Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri pakistano. Nei giorni scorsi i talebani afghani hanno smantellato le parte del muro che separa i due Paesi. Dalla riconquista di Kabul migliaia di fanatici si sono riversati nell'Emirato islamico. Nel 2021 sono aumentati gli attacchi dei talebani pakistani e dello Stato islamico.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il Pakistan ha detto di aver avviato contatti diplomatici con i talebani dell’Afghanistan per risolvere una questione emersa nei giorni scorsi legata alla linea Durand, il confine tra i due Paesi che Kabul non ha mai riconosciuto.

Il ministro degli Esteri Shah Mehmood Qureshi ha ieri spiegato in conferenza stampa che il Pakistan è intenzionato a proteggere i propri “interessi” continuando con la delimitazione della frontiera, che corre per oltre 2.600 chilometri. “Abbiamo costruito la recinzione e, a Dio piacendo, questo sforzo continuerà”, ha commentato Qureshi. "L'Afghanistan è un nostro amichevole vicino. Siamo in contatto con loro perché sono emerse alcuni fraintendimenti che risolveremo attraverso i canali diplomatici".

Lo scorso fine settimana i talebani hanno smantellato parte del muro che divide le due nazioni e che il Pakistan aveva cominciato a costruire nel 2017 per ridurre i movimenti di combattenti verso l’Afghanistan e di contrabbandieri. Il 2 gennaio un portavoce del ministero talebano della Difesa ha criticato il progetto di recinzione, dicendo che il Pakistan non ha "alcun diritto di erigere filo spinato lungo la linea Durand e separare le tribù che vivono su entrambi i lati della linea". In un video circolato su internet nei giorni scorsi si sente il capo dell’intelligence dei talebani della provincia orientale di Nanghar dire, rivolgendosi ai soldati pakistani stanziati al confine: “Se violate la frontiera preparatevi a una guerra con noi. Amiamo combattervi più degli ebrei”.

La Linea Durand prende il nome da Sir Mortimer Durand, il funzionario del Raj britannico che nel 1893 ha concordato il confine con l’allora governatore dell’Afghanistan Abdur Rahman Khan, separando le comunità tribali che tuttora abitano la regione e vorrebbero la creazione di un Pashtunistan indipendente. Il Pakistan ha ereditato il confine dopo l’indipendenza nel 1947 e da allora la linea di demarcazione ha continuato a generare tensioni tra i due Paesi.

La riconquista talebana e la caduta di Kabul ad agosto 2021 hanno galvanizzato non solo i pashtun che abitano la regione, ma anche i talebani del Pakistan, noti con l’acronimo Ttp (Tehreek-e Taliban Pakistan).

Migliaia di fanatici si sono riversati in Afghanistan, rispondendo alle chiamate di sostegno provenienti dai talebani di Kabul. Le autorità talebane stimano che negli ultimi quattro mesi tra i 5mila e i 10mila combattenti si siano trasferiti in Afghanistan: sono circa volte 10 volte di più rispetto ai normali movimenti che ci sono stati in passato e segnalano la necessità dell’Emirato di ottenere rinforzi per mantenere la sicurezza in un Paese enorme e che controllano solo in parte. Nel 2021 il ramo locale dello Stato islamico (Iskp, Islamic State Khorasan Province) ha condotto 339 attacchi; l’anno precedente erano stati 82.

Ma già a partire dagli accordi di Doha del febbraio 2020, siglati tra l’amministrazione Trump e i talebani afghani, i guerriglieri Ttp hanno visto ingrossarsi le loro file: da luglio di quell’anno almeno 10 gruppi di combattenti si sono uniti ai talebani pakistani allo scopo di combattere Islamabad e imporre la shari’a (la legge islamica). Nel 2020 il Ttp ha condotto 95 attacchi, che, secondo un’infografica pubblicata nei giorni scorsi dai loro media, sono saliti a 282 nel 2021.  

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