21/04/2022, 12.46
PAKISTAN-AFGHANISTAN
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Islamabad attacca i talebani pakistani in Afghanistan

Le autorità di Kabul dicono che le vittime, tra cui donne e bambini, sono più di 40. Governo pakistano: colpite le basi di Tehrik-i Taliban Pakistan che da mesi stanno conducendo un'offensiva contro le Forze di sicurezza nelle aree tribali al confine. Dopo l'atteggiamento accomodante di Imran Khan, non è chiaro come si porrà Shehbaz Sharif nei confronti dei talebani.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) - Lo scorso fine settimana il Pakistan ha condotto un attacco aereo sul suolo afghano in risposta all’offensiva di Tehrik-i Taliban Pakistan (Ttp). Galvanizzati dal ritorno dell’Emirato islamico in Afghanistan, i talebani pakistani stanno colpendo le Forze di sicurezza del proprio Paese al confine, destabilizzando le aree contese lungo la Linea Durand.

Colpendo le province orientali di Khost e Kunar e uccidendo più di 40 persone, tra cui donne e bambini, - così almeno hanno comunicato i funzionari dell'Emirato afghano, ma Unicef ieri ha confermato la tragedia - Islamabad ha voluto mandare a Kabul un messaggio chiaro, reiterato il 17 aprile dal proprio ministro degli Esteri: tenete a bada i miliziani che ci attaccano dal vostro territorio. I talebani afghani hanno risposto in maniera altrettanto netta: il portavoce  Zabihullah Mujahid ha intimato al Pakistan di "non mettere alla prova la pazienza degli afghani su tali questioni e di non ripetere lo stesso errore, altrimenti ci saranno conseguenze negative". I funzionari pakistani sostengono di aver colpito delle basi di Ttp al confine alle quali le Forze di sicurezza afghane non avevano accesso, e di non aver violato lo spazio aereo dell’Emirato.

Dal ritiro delle forze armate Usa in Afghanistan la situazione securitaria è andata peggiorando: a fine marzo elementi del Ttp hanno ucciso sei soldati pakistani e annunciato l’operazione al-Badr, che si sarebbe svolta nel mese successivo, durante il Ramadan. L’11 aprile un maggiore dell’esercito pakistano e un soldato sono stati uccisi nella zona tribale del Waziristan del Sud. Tre giorni dopo sono morti altri 8 soldati in un’imboscata del Ttp nel Waziristan del Nord, mentre lo stesso giorno l’Ufficio per le relazioni con il pubblico delle forze armate pakistane annunciava che solo nei primi tre mesi del 2022 sono morti, tra ufficiali e soldati semplici, 97 militari pakistani.

Lo scopo dei Ttp è quello di ricreare uno Stato islamico anche in Pakistan dopo il successo ottenuto dai talebani in Afghanistan; sebbene le due entità restino separate, esse condividono la stessa ideologia estremista, e dalla presa di Kabul il Ttp ha riassorbito nei suoi ranghi una serie di gruppi estremisti che si erano indeboliti dopo l’operazione Zarb-e-Azb del 2014, condotta dall’allora governo pakistano presieduto da Nawaz Sharif (fratello maggiore dell’attuale primo ministro, Shehbaz, che l’11 aprile ha preso il posto di Imran Khan).

Islamabad forse sperava che, dopo aver per anni ospitato e in parte sostenuto i talebani, questi non avrebbero permesso a un loro gruppo di condurre attacchi in territorio pakistano. Con la presenza statunitense le cose sarebbero forse state più semplici, perché sarebbe stato compito dell’esercito Usa neutralizzare la minaccia al confine grazie ad attacchi mirati con i droni. 

Ora che in Pakistan c’è un nuovo governo, la situazione si complica ulteriormente: mentre Imran Khan aveva mantenuto un atteggiamento conciliante con i talebani afghani e aveva tentato di concludere degli accordi (poi falliti) con il Ttp, non è ancora chiaro quale sarà la postura che assumerà Shehbaz Sharif.

Secondo alcuni osservatori, le scaramucce lungo la Linea Durand, che Kabul non ha mai riconosciuto come confine ufficiale, perché separa le popolazioni pashtun (mentre Islamabad invece continua a usarla come base per la costruzione di una recinzione che limiti il passaggio di terroristi e commerci illegali) rischiano di degenerare in un conflitto in piena regola. .

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