Islamabad: minaccia di sfratto per 25mila residenti cristiani
Gli abitanti dello slum H-9 Rimsha Colony protestano contro l'ordine di lasciare case e negozi entro due giorni. La comunità include le famiglie fuggite nel 2012 da Mehrabadi con il consenso del governo dopo il caso di Rimsha Masih, adolescente ingiustamente accusata di blasfemia oggi esule in Canada. Lo sfratto violerebbe la National Housing Policy del 2001 e un'ordinanza della Corte Suprema del 2015.
Islamabad (AsiaNews) - Migliaia di residenti cristiani dello slum H-9 Rimsha Colony, Islamabad, hanno protestato contro la Capital Development Authority (CDA) - società responsabile dei servizi pubblici municipali nel territorio della capitale del Pakistan - che gli ha ordinato di lasciare le loro case e negozi e di sgomberare l’area entro due giorni, pena l’avvio di un’operazione di sgombero.
Non è la prima volta che le autorità ordinano agli abitanti di quartieri popolari e poveri di lasciare la zona senza offrire loro alcun rifugio alternativo. Secondo gli abitanti, è stata proprio la Capital Development Authority a fondare l’insediamento Rimsha circa 15 anni fa; l’insediamento Shapar fu fondato nel 2002-2003.
Per contestualizzare, si tratta delle stesse persone che vivevano a Mehrabadi, quartiere vicino a G-12 Islamabad, e che nell’agosto 2012 sono fuggite dalle loro case durante la notte per salvarsi la vita, lasciando dietro di sé tutti i loro averi, dopo che Rimsha Masih, cristiana 14enne, venne arrestata e accusata di blasfemia.
In seguito, Rimsha Masih, accusata ingiustamente di aver bruciato alcune pagine del libro del Corano, ha lasciato il Paese e ha chiesto asilo in Canada con la sua famiglia, ma il resto della comunità è stato sfollato per sempre. Le famiglie sfollate, con il consenso del governo dell’epoca, avevano allestito delle tende di fortuna nell’H-9, che nel corso degli anni hanno trasformato in strutture di cemento, e hanno iniziato a chiamarla Rimsha Colony.
La National Housing Policy del 2001 tutela chiaramente i diritti degli abitanti delle baraccopoli, dichiarando che non ci saranno sfratti dai katchi abadis (insediamenti informali, spesso illegali, in Pakistan) a meno che i residenti non vengano ricollocati secondo i piani di reinsediamento. Inoltre, si specificano le linee guida politiche per gli alloggi a basso costo, affermando che i ministeri competenti, in coordinamento con i governi provinciali, dovrebbe sviluppare un pacchetto di misure per migliorare le condizioni di vita nelle baraccopoli. “Le baraccopoli situate in luoghi pericolosi dovrebbero essere trasferite”, si afferma, citando “programmi di edilizia popolare”.
Secondo Bashir Masih, residente nell’area, la Capital Development Authority (CDA) sta minacciando Rimsha e Akram Gill nel settore H9 della capitale, dove vivono circa 25mila persone di fede prevalentemente cristiana. La crudele ironia è che la stessa CDA ha trasferito qui centinaia di famiglie cristiane dopo il terribile caso “Rimsha”, quando la giovane ragazza cristiana del settore F12 di Islamabad fu falsamente accusata di blasfemia.
Ora, entrambi gli insediamenti stanno ricevendo avvisi verbali dalle squadre di controllo della CDA con la motivazione che sono “illegali”, nonostante il fatto che i katchi abadis di Islamabad siano protetti dall’ordinanza di sospensione del 2015, emessa dall’allora presidente della Corte Suprema, Jawwad Khawaja.
La vicepreside della Rimsha Community School ha condiviso che un appello urgente al governo affinché mobiliti il sostegno a favore di Rimsha e Akram Gill e impedisca lo sfratto. Sottolineando che, almeno, dovrebbe essere concesso loro del tempo, dato che nella loro scuola ci sono gli esami, e comunque fino a quando la CDA non garantirà il reinsediamento di tutti i 25mila residenti, come previsto dalla Corte Suprema nel 2015 e da svariati accordi nazionali e internazionali in tema di diritti umani. Anche la Commissione per i diritti umani del Pakistan (HRCP) in una dichiarazione ufficiale ha affermato di essere allarmata dal recente tentativo di sfratto della Capital Development Authority (CDA).




