29/09/2015, 00.00
INDONESIA
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Jakarta corteggia gli imprenditori cinesi per uscire dalla crisi: Venite ad investire da noi

di Mathias Hariyadi
La rupia è ai minimi da 17 anni e l’industria rallenta. Persi 26mila posti di lavoro da agosto. Durante la 13ma convention degli imprenditori cinesi (tenutasi a Bali) politici indonesiani hanno chiesto la fiducia di Pechino, promettendo facilitazioni del protocollo per le aziende estere. Economista: “La svalutazione della moneta è un’occasione per i capitali esteri”.

Jakarta (AsiaNews) – La nostra nazione “è troppo vasta e noi abbiamo bisogno della vostra presenza e del vostro aiuto (finanziario) per ripartire”. Con queste parole l’ex presidente indonesiano Megawati Sukarnoputri ha aperto la 13ma convention mondiale degli imprenditori cinesi (Wcec), tenutasi sull’isola di Bali dal 25 al 28 settembre. Da agosto, l’Indonesia ha perso 26mila posti di lavoro e la produzione industriale rallenta da mesi. Almeno 3mila uomini d’affari sono giunti da 30 nazioni per partecipare all’evento, che viene organizzato ogni due anni. In periodo di crisi economica, la convention è stata l’occasione per politici ed economisti indonesiani di attirare gli investitori di Pechino, necessari per un ritorno alla crescita.

Negli ultimi giorni, la moneta nazionale indonesiana (rupia) è crollata ai minimi da 17 anni, scambiando con il dollaro a 14.700. Secondo Hanif Dhakiri, ministro del Lavoro, da agosto sono andati perduti 26mila posti di lavoro e l’attività industriale ha rallentato, costringendo le aziende a diminuire i turni di lavoro per garantire il livello di efficienza. Il ministro dell’Economia ha confermato che un ulteriore perdita di posti di lavoro sarà inevitabile nel breve periodo “perché il nostro sviluppo economico è al momento molto lento”.

Uno dei settori più colpiti è quello delle sigarette, il più ricco del Paese dato che il 60% della popolazione (260 milione) è fumatore attivo. Hasan Aoni Aziz, segretario generale della Cigarette Producers Association (Gappri) ha detto che da inizio anno 15mila operai son stati mandati a casa e che “per la prima volta” la produzione è calata in modo significativo.

Per rispondere all’emergenza le autorità indonesiane stanno implementando una serie di misure volta a facilitare gli investimenti esteri nel Paese. Un pacchetto legge dovrebbe snellire il protocollo per le aziende che vogliono produrre in Indonesia. Presente alla convention di Bali, il ministro della Sicurezza Hasan Aoni Aziz ha confermato ai presenti che “saranno assicurate facili procedure di investimento”. Kiki Barki, presidente della Associazione indonesiana degli imprenditori cinesi (Perpit) ha detto: “Questa è una grossa opportunità per voi tutti di investire nel nostro Paese. Tre anni fa avreste dovuto portare due dollari per investire qui, ma oggi (visto il grande calo del potere di scambio della rupia con il dollaro) avete bisogno solo di un dollaro”.

L’anno prossimo nascerà la comunità economica dei Paesi Asean (Association of South-East Asian Nations) con possibili ripercussioni sul mercato del lavoro indonesiano. Tutti i cittadini dei Paesi del sud-est asiatico, infatti, potranno cercare lavoro liberamente nell’area. Nei giorni scorsi il presidente indonesiano Joko Widodo è stato criticato per non aver preso alcuna precauzione a protezione dei lavoratori indigeni. 

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