07/01/2022, 12.18
INDONESIA
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Jakarta: preoccupa l'infiltrazione della Jemaah Islamiyah nella società

di Steve Suwannarat

Due arresti lo scorso novembre hanno messo in evidenza come il gruppo legato ad al-Qaeda abbia consolidato il fronte politico. Ridotte le attività di reclutamento e proselitismo, ma nell'arcipelago si contano tra i 6 e i 7mila membri.

Singapore (AsiaNews) - In Indonesia e tra i Paesi vicini vittime in passato delle sue manifestazioni violente, suscita preoccupazione l’evoluzione della Jemaah Islamiyah (“Congregazione islamica”, Ji) che nell’arcipelago conterebbe 6-7mila membri.

I governi della regione, a partire da quello di Singapore che ha lanciato un preciso allarme, temono che il movimento punti, con modalità diverse, ad imporre in modo indiscriminato la shari’a (la legge islamica), connettendo l’Islam locale a quello estremista internazionale, in un'area instabile e resa ancora più permeabile al jihadismo dalle conseguenze della pandemia da Covid-19. Nel tempo sono state le fasce più deboli della popolazione a subire le maggiori sollecitazioni radicali, ma ultimamente la Ji sembra aver esteso la propria influenza anche alla classe media urbana e ai giovani in particolare.  

A chiarire la nuova situazione è stato l’arresto, lo scorso novembre, di Farid Ahmad Okbah, membro del consiglio consultivo della Jemaah Islamiyah e presidente del Partai Dakwah Rakyat Indonesia (il Partito del popolo per la Da’wa, cioè il proselitismo, che comprende anche azioni sociali e filantropiche). L’arresto ha mostrato come l’organizzazione abbia ormai consolidato il “terzo fronte”, cioè quello politico, in aggiunta a quello propagandistico e della lotta armata che invece gli sono propri fin dalla fondazione nel 1993.

A segnalare l’infiltrazione da parte della Jemaah Islamiya in istituzioni di alto livello è stato anche l’arresto, sempre a novembre, di Ahmad Zain An-Najah, membro della Commissione per le fatwa del Consiglio degli Ulema indonesiano, il Majelis Ulama Indonesia, principale organo religioso del Paese.

Lo scorso anno le operazioni delle forze speciali hanno decapitato la leadership militare del movimento mettendo in crisi le attività di reclutamento presso un gran numero di scuole coraniche. Non solo, anche le azioni di da’wa sono state colpite in maniera pesante con l’arresto di numerosi esponenti religiosi.

Tuttavia, gli arresti e le perquisizioni hanno confermato il cambio di linea della Jamaah Islamiyah, che da movimento di lotta va infiltrando la società e la politica puntando a quello che è espressamente indicato come “consolidamento politico” (tamkin siyasi), un’operazione che ha avuto inizio nel 2009 sotto la guida di Para Wijayanto, poi arrestato nel 2019.

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