23/03/2004, 00.00
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KMT: Chen Shuibian come Bin Laden. Usa e Cina seguono gli sviluppi

Taipei (AsiaNews/agenzie) – Clima ancora teso su tutti i fronti nel paese, dopo la rielezione di Chen Shuibian a seguito del presunto attentato e la richiesta di annullamento del voto dei candidati dell'opposizione. Ieri, l'Alta Corte di Taiwan ha assicurato che emetterà il verdetto "in meno di 6 mesi". Si è anche dichiarata favorevole a valutare la proposta di un nuovo conteggio dei voti, giudicando prioritario recuperare i 330 mila voti invalidati, tentando di discernere le scelte dei votanti.

Continuano le polemiche per l'esito del voto. La sede della propaganda del Kuomintang (KMT) di Taichung, con a capo il sindaco della città,  ha diffuso una serie di poster che paragonano Chen Shuibian a Osama Bin Laden o Saddam Hussein. Chou Shou-tsun, portavoce del KMT, ha detto che sono "molto belli" e che la risposta ufficiale è "no comment".

Intanto, la rielezione di Chen Shuibian ha suscitato molte reazioni e analisi a vari livelli e in campo nazionale e internazionale.

Nel settore economico in particolare, serpeggia molta preoccupazione tra gli uomini d'affari taiwanesi. Essi temono che la rielezione di Chen possa incrinare le relazioni con la Cina, isolare Taiwan e compromettere i commerci. Molti sono sfiduciati che il nuovo governo non rafforzarà i collegamenti con la Cina, come invece aveva promesso il KMT in caso di vittoria e lo stesso Chen alla sua prima elezione nel 2000. Quelli che lavorano o investono in Cina sperano in un annullamento dell'esito del voto. Wei Tian-hsiang è uno dei 300 mila taiwanesi residenti a Shanghai, di cui un terzo è tornato nell'isola apposta per votare e l'80% ha scelto Lien Chan. "Se Lien avesse vinto, avremmo avuto i 'tre collegamenti' entro la fine dell'anno, a partire da aerei, merci e poi persone. Egli avrebbe anche iniziato a liberalizzare il flusso di denaro tra le due sponde", ha affermato.  Secondo alcuni accademici, la Cina potrebbe limitare gli scambi commerciali con Taiwan, se l'isola procede verso l'indipendenza. Il prof. Fan Xizhou dell'Istituto di ricerche su Taiwan presso l'Università di Xiamen, ha detto che la Cina potrebbe avviare minacce commerciali, ma anche che "i leader sperano di creare le condizioni per risolvere in futuro la crisi politica mediante scambi e contatti sociali ed economici".

Secondo alcuni analisti, la rielezione di Chen segna la morte del movimento di riunificazione con la Cina, arenatosi perfino nel KMT, che ufficialmente persegue la politica dell' "unica Cina", ma che di fatto l'ha accantonata in favore del mantenimento dello status quo. Il prof. Philip Yang della National Taiwan University, ha detto che le elezioni hanno confermato l'identità taiwanese, ma è ancora troppo presto per identificarla con il nazionalismo taiwanese. Lin Gao, professore presso la Tamkang University di Taipei, si è dichiarato preoccupato per l'aumento del nazionalismo a Taiwan. "Si deve neutralizzare, altrimenti prima o poi arriverà a un conflitto con il nazionalismo cinese", ha affermato.

Nella comunità internazionale, la rielezione di Chen desta preoccupazione soprattutto per i futuri rapporti con la Cina. Il rischio di un potenziale conflitto interessa soprattutto gli Stati Uniti, da sempre "alleati" di Taiwan, ma che ora sono più vicini alla Cina dal punto di vista commerciale. Secondo Chas Freeman, ex vice-segretario della difesa, le minacce di attacco da parte di Pechino sono credibili, come è evidente dall'aumento dei missili puntati verso Taiwan lungo le coste cinesi, poiché la Cina ha solo l'opzione militare per contrastare l'indipendenza dell'isola. James Mulvenon, un'analista militare, considera la situazione Cina – Taiwan talmente pericolosa da ritenere più probabile un conflitto nello stretto che nella penisola coreana. Egli ritiene che le spinte indipendentiste di Taiwan derivano anche dalla convinzione che gli Stati Uniti interverranno a difesa dell'isola nel caso di un'invasione della Cina. Mulvenon prevede per l'anno prossimo un'imponente esercitazione militare dell'esercito cinese vicino le coste di Taiwan. Stati Uniti e Taiwan hanno negato le voci secondo cui era stato chiesto l'intervento americano per mediare tra il governo di Chen Shuibian e l'opposizione.

La Cina, che durante la campagna elettorale si è defilata da eccessivi commenti, ha riportato le notizie dell'incidente di Chen Shuibian e dell'esito del voto con notevole ritardo. Solo il giorno successivo alle votazioni ha rotto il "silenzio", pubblicando diverse notizie sul fallimento del referendum e sulle proteste nell'isola. L'agenzia Xinhua afferma che la Cina "segue con attenzione gli sviluppi" e che è fallito il referendum che tentava di "dividere la madrepatria". Alcuni articoli hanno evidenziato che anche la comunità internazionale esprime dubbi sul risultato delle votazioni ed è contraria all'indipendenza di Taiwan. Nelle chat-line, aspre critiche sono rivolte a Chen Shuibian e alla sua politica indipendentista: "tutti sanno che ha imbrogliato", dice qualcuno. "Dovremmo rinunciare al sogno di una riunificazione pacifica e iniziare a preparare un'azione militare", invita qualcun altro. (MR)

 

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