Kerala: un cimitero in muratura per salvaguardare i terreni
Dopo decenni la comunità cristiana di Vallakkunnu ha potuto avere il suo luogo per la sepoltura dei fedeli realizzando in India un complesso a due piani con quasi 400 celle funerarie. Il vescovo di Irinjalakuda mons. Kannookadan ad AsiaNews: "Una soluzione innovatica ed ecologica che non crea tensioni con le altre comunità e trasmette un messaggio di fede".
Kochi (AsiaNews) - La parrocchia di Sant’Alfonsa di Vallakkunnu, appartenente alla diocesi di Irinjalakuda, nello Stato indiano del Kerala, ha inaugurato un innovativo cimitero a celle realizzato all’interno di un edificio a due piani, offrendo una soluzione sostenibile ai crescenti problemi di scarsità di terreno e alle preoccupazioni ambientali.
La struttura, che si estende su circa 6.000 piedi quadrati (oltre 550 metri quadrati), ospita 388 celle funerarie distribuite su due livelli. L’opera è stata realizzata con un investimento di circa 30 milioni di rupie indiane (oltre 270mila euro ndr) ed è stata finanziata interamente grazie ai contributi dei fedeli della parrocchia, a testimonianza di una forte partecipazione comunitaria.
Dall’esterno l’edificio ricorda un edificio parrocchiale, ma al suo interno si trova un cimitero progettato per garantire ordine, decoro e un uso efficiente dello spazio. La struttura permette inoltre di celebrare funerali e momenti di preghiera in qualsiasi condizione climatica, proteggendo i partecipanti dalla pioggia e dal caldo intenso.
Per decenni la comunità di Vallakkunnu non ha avuto un proprio cimitero ed è stata costretta a utilizzare quello di una chiesa vicina. L’idea di costruire un cimitero a celle è stata discussa per la prima volta nel 2018, ma i lavori sono iniziati soltanto un anno e mezzo fa. Dopo l’inaugurazione, le spoglie mortali di una trentina di parrocchiani recentemente deceduti sono già state trasferite nelle nuove celle.
Il progetto è stato concepito anche in un’ottica di sostenibilità a lungo termine. Con il naturale processo di decomposizione, i resti vengono trasferiti in un ossario situato dietro le celle, consentendo il riutilizzo degli stessi spazi funerari per le generazioni future.
Il parroco, padre Tinto Kodiyan, ha spiegato ad AsiaNews: “Il sogno dei fedeli di Vallakkunnu di avere un proprio cimitero è finalmente diventato realtà. Dopo la consacrazione della chiesa di Sant’Alfonsa, la realizzazione di un cimitero era diventata uno dei desideri più sentiti della comunità. Per raggiungere questo obiettivo si è lavorato per ben 18 anni”.
Il sacerdote ha sottolineato che il risultato è stato possibile grazie all’impegno congiunto di ex parroci, membri dei comitati parrocchiali, volontari e fedeli. “Il cimitero è diventato realtà grazie agli sforzi di tante persone che hanno creduto nel progetto e hanno collaborato alla sua realizzazione”.
La cerimonia di benedizione e inaugurazione si è svolta alla presenza del vescovo di Irinjalakuda, mons. Pauly Kannookadan, di sacerdoti, religiosi, rappresentanti delle istituzioni civili e numerosi parrocchiani. Mons. Kannookadan ha evidenziato come il nuovo cimitero risponda a esigenze concrete del territorio. “Vallakkunnu è una località vicina alla stazione ferroviaria di Irinjalakuda e ospita oltre 300 famiglie. Ottenere l’autorizzazione per un cimitero tradizionale in quest’area non sarebbe stato semplice e, inoltre, manca il terreno necessario, poiché la zona si trova vicino a campi coltivati. Per questo si è scelto un modello innovativo ed ecologico”.
Secondo il presule, il progetto offre anche benefici sociali. “La struttura non crea problemi alle famiglie vicine e non suscita il timore che spesso accompagna i cimiteri tradizionali. Poiché dall’esterno appare come una chiesa, nessuno prova paura o disagio. Al contrario, la popolazione ha collaborato con entusiasmo alla sua costruzione”.
Mons. Kannookadan sottolinea infine il valore spirituale e ambientale dell’iniziativa: “La nostra fede insegna che i corpi risorgeranno alla fine dei tempi. Per questo dobbiamo rispettare i corpi dei defunti. Un cimitero deve essere ordinato, pulito e caratterizzato da un’atmosfera spirituale. Entrando in questo luogo si percepisce un’esperienza di raccoglimento e di fede. Inoltre è una struttura ecologica perché non altera il terreno naturale e permette, dopo molti anni, il riutilizzo delle tombe per nuove sepolture”.
13/04/2019 11:03





