11/05/2009, 00.00
ASIA CENTRALE-EUROPA
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L’Europa preme sull’Asia centrale per ricevere energia aggirando la Russia

Nel summit di Praga l’Ue ottiene l’adesione essenziale di Azerbaigian, Turchia, Georgia ed Egitto per la rete di gasdotti dal Mar Caspio all’Europa. Ma gli Stati dell’Asia centrale restano titubanti. Alla finestra anche Iraq, Iran e Qatar.

Baku (AsiaNews/Agenzie) – Segnali contrastanti dal vertice di Praga l’8 maggio, nel quale l’Unione europea ha cercato di rilanciare la costituzione di una rete di gasdotti per l’approvvigionamento di energia da Asia centrale e Medio Oriente. L’Ue ha incassato il sostegno di Azerbaigian, Egitto, Turchia e Georgia, ma sono per ora rimasti fuori gli Stati dell’Asia centrale, grandi produttori di gas.

L’Europa vuole affrancarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia e realizzare un “Corridoio meridionale” (o “Nuova via della seta”), un sistema di condotti per trasportare l’energia dall’Asia centrale o dal Medio Oriente aggirando il territorio russo, progetto che il Presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso ha definito “fondamentale”. A Praga due Stati fornitori (Azerbaigian ed Egitto) e due Stati chiave per il transito dell’energia (Turchia e Georgia) hanno sottoscritto un accordo che assicura “il necessaria sostegno politico” e anche un’eventuale “assistenza finanziaria e tecnica”.

Il presidente turco Abdullah Gul (nella foto con Barroso, al Summit) appare pure favorevole a realizzare entro giugno un accordo per iniziare i lavori dell’oleodotto Nabucco dal confine orientale turco all’Austria, seppure ha con chiarezza indicato che si aspetta, in cambio, progressi per la richiesta di Ankara di diventare membro dell’Ue.

A sua volta Strasburgo si è impegnata a fornire “tutte le risorse politiche, economiche e finanziarie necessarie per il progetto di creare un collegamento diretto al Mar Caspio [dall’Asia centrale]”.

Ma Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan hanno preferito non sottoscrivere per ora tale accordo. La loro partecipazione è essenziale quali fornitori dell’energia. In specie il Turkmenistan, con la 5° maggior riserva mondiale di gas, riaffronterà la questione quando una sua delegazioni andrà a Bruxelles il 4 giugno.

Per ridurre la dipendenza dalla Russia, l’Ue vuole realizzare ben tre nuovi oleodotti nella regione. Oltre al Nabucco dalla Turchia orientale all’Austria, sono in progetto il “White Stream” dalla Georgia alla Romania passando sotto il Mar Nero e l’Interconnector che attraversa Turchia e Grecia fino all’Italia (Itgy).

I tre oleodotti insieme potranno fornire il 10% dell’energia per l’intera Europa entro il 2020, pari a circa 60 miliardi di metri cubi di materia prima. Oggi l’Ue acquista circa 150 miliardi di mc dalla Russia ogni anno.

Questo sistema dovrebbe addurre energia anche da Iraq, Qatar e Iran. L’Iraq è stato invitato ma non ha partecipato, mentre fonti ufficiose hanno detto che si prevede di invitare l’Iran “non appena le circostanze lo permetteranno”.

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