30/04/2026, 08.45
RUSSIA-IRAN
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L'alleanza mutevole tra Mosca e Teheran

di Vladimir Rozanskij

La visita a San Pietroburgo del ministro degli esteri Abbas Arakhci ha sancito che l’Iran, con l'invasione dell'Ucraina, si è trasformato in un “fornitore insostituibile” per l’esercito russo, indebolito da problemi di produzione di armi e dalle grandi perdite al fronte. Mentre il know-how di Mosca oggi rende più efficace la navigazione e la precisione degli attacchi con i droni di Teheran.

Washington (AsiaNews) - Tra i politici e gli esperti americani di politica estera si è formata un’opinione comune circa l’alleanza tra la Russia e l’Iran, che non è più una forma di partenariato vantaggioso per entrambi, ma una specie di “alleanza militare mutevole”, un asse più complicato da decifrare che determina l’intensità delle azioni militari sia nel Medio Oriente sia in Ucraina. La visita a San Pietroburgo del ministro degli esteri di Teheran, Abbas Arakhci, ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni in questo senso.

Alla sessione della Commissione di Helsinki dei giorni scorsi si sono alternati i toni retorici e le informazioni da fonti d’intelligence, e il deputato del Congresso Joe Wilson ha definito la situazione come “una minaccia di portata universale”, affermando che “gli Stati Uniti devono combattere non soltanto contro l’Iran, ma contro l’ampia alleanza tra Russia e Iran”. A suo parere i due Stati non sono soltanto partner, ma “un fronte coordinato che si contrappone alla leadership mondiale degli Usa” con le consegne di armamenti, lo scambio di informazioni e gli schemi di aggiramento delle sanzioni.

L’evoluzione delle relazioni tra Mosca e Teheran è sempre più intensa e diversificata, e il direttore del programma iraniano presso il Fondo di difesa della democrazia, Benam Ben Taleblou, la descrive come “un passaggio dall’instabilità al pragmatismo, e alla fine alla continua mutazione”. A partire dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, questi rapporti radicati fin dai primi tempi post-sovietici hanno ricevuto un impulso particolare, non limitandosi alla vendita di armi russe e alla costruzione in Iran da parte russa dell’unica centrale nucleare. L’Iran appariva come il partner minore, e si è trasformato nel “fornitore insostituibile” per l’esercito russo, indebolito da problemi di produzione di armi e dalle grandi perdite al fronte.

Il vice-presidente del Consiglio americano per la politica estera, Elan Berman, ha descritto questa mutazione riferendosi agli ultimi due mesi, in cui la Russia sta offrendo un aiuto essenziale nella contrapposizione con gli Usa e Israele dopo l’attacco aereo del 28 febbraio. La Russia fornisce le necessarie informazioni sulla quantità di droni che è necessario lanciare durante gli attacchi, e a quale altezza, trasformando la tattica iraniana in quella russa: all’inizio ondate di droni che impegnano le difese antiaeree, e quindi lanci mirati di missili letali. Si tratta di un “know-how” operativo arricchito da componenti per i droni sempre più perfezionati dai russi, che migliorano la navigazione e la precisione nella lotta radio-elettronica, tecniche raffinate direttamente nella guerra contro l’Ucraina.

“La Russia aiuta l’Iran ad attaccare con precisione i militari americani, e allo stesso tempo l’Ucraina aiuta noi a difenderci da questi attacchi”, afferma il senatore Sheldon Whitehouse, e il repubblicano della North Carolina Tom Tillis suppone che esista una linea diretta tra il sostegno della Russia e gli assalti riusciti dell’Iran contro le forze americane in Medio Oriente: “se Putin è responsabile della morte anche solo di un soldato americano, allora lo può essere anche per cinquemila”.

I senatori e gli esperti concordano sul fatto che l’Ucraina non è soltanto un Paese che riceve aiuto, ma è ormai un partner fondamentale nell’ambito della sicurezza internazionale, assicurando un “ciclo di innovazioni della difesa”, in grado di inviare specialisti per la difesa e l’attacco con i droni ovunque sia necessario, anche per gli Stati Uniti. Il ricercatore dell’Istituto di Washington per la politica mediorientale, Aaron Zelin, ha rivolto l’attenzione all’evoluzione dei droni-intercettori dell’Ucraina, la migliore risposta alla tattica russo-iraniana che costituisce un grave pericolo per tutti i Paesi del Medio Oriente. Tuttavia, il senso di urgenza che si respira a Kiev non sempre trova riscontro a Washington, e il deputato repubblicano Greg Murphy ha espresso preoccupazione per le conseguenze a lungo termine, qualora le capacità dell'Iran continuassero a crescere: “Chi può dire che cosa sarà l’Iran tra cinque anni?”. Una domanda a cui tutto il mondo è chiamato a rispondere.

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