06/08/2012, 00.00
TAIWAN
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La Chiesa di Taiwan si prepara ad accogliere diaconi permanenti

di Xin Yage
La scelta dovuta alla carenza di clero, ma anche a valorizzare una vocazione presente negli Atti degli apostoli. I diaconi permanenti devono essere autonomi dal punto di vista economico perché non ricevono stipendio. Età migliore per decidere: 45-55 anni.

Taipei (AsiaNews) - Mons. Zhou Jiyuan, vescovo ausiliare di Taipei è stato incaricato per un importante progetto pastorale riguardante l'ordinazione dei diaconi permanenti. In un'intervista ad AsiaNews egli dice: É' un compito che richiede pazienza ma iniziamo con fermezza e speranza per permettere a questo tipo di vocazione di svilupparsi anche nella chiesa cattolica di Taipei".

Finora a Taiwan non ci sono diaconi permanenti. Per questa ragione l'arcivescovo della città, mons. Hong Shanchuan, sta cercando di spingere per portare il diaconato permanente anche sull'isola, come ha fatto la chiesa di Hong Kong a partire dal 1988. Per preparare il terreno, la scorsa settimana, a dare testimonianza della loro esperienza, sono stati invitati tre diaconi dalla città cantonese, oltre alla moglie di uno dei tre.

Più di cento persone, provenienti dalle sette diocesi di Taiwan hanno partecipato alla riunione, tenutasi il 28 e il 29 luglio.

Mons. Zhou Jiyuan ci dice che "all'inizio, a Hong Kong l'80 per cento del clero, per diverse ragioni, era contrario a questo tipo di proposta per laici sposati o celibi, ma poi è stato un successo. E' una vocazione non solo dettata dal calo di vocazioni sacerdotali - che peraltro si fa sentire - ma ha le sue solide radici bibliche negli Atti degli apostoli. Il diacono permanente non è un mezzo prete o un fedele con una marcia in più - scherza mons. Zhou - ma è una vocazione in se stessa".

Per quanto riguarda le "regole del gioco", a Hong Kong si accettano candidati che abbiano almeno 25 anni, se non sposati, o 35 anni "se sei sposato e ...se tua moglie è d'accordo". I candidati devono avere un proprio salario, un lavoro proprio e indipendenza economica, perché' essere diacono permanente, a parte alcune spese coperte dalla diocesi, non offre alcuna busta paga.

Non essendo "una vocazione per pensionati che non hanno altri impegni", ha la sua missione nella celebrazione liturgica dei matrimoni, dei funerali, nell'amministrazione dell'eucarestia per i malati, la lettura del vangelo nell'eucarestia, la visita agli ospedali, alle carceri, ai malati sieropositivi e ai piu' emarginati in genere.

Alla due giorni di presentazione si è sottolineato che  "l'età compresa tra i 45 e i 55 anni è la migliore per diventarlo" e che i candidati devono naturalmente studiare teologia e altri corsi.

Per quanto riguarda l'abbigliamento, il diacono non deve vestire il collare romano, ma solo alba e stola durante le celebrazioni. Può ritirarsi dalla missione a 75 anni.

"Particolarmente simpatica e' stata la testimonianza della moglie di uno dei tre diaconi durante il convegno - ricorda ancora mons. Zhou - insieme con il focoso intervento di padre Guo, sacerdote taiwanese, che ha supplicato l'arcivescovo a essere ancora più' incisivo nell'affrettare i tempi perché' questa missione del diaconato è particolarmente importante per Taiwan".

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