16/11/2009, 00.00
COREA DEL SUD
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La Corea in festa per la "storica" visita di Obama

di Joseph Yun Li-sun
Per i quotidiani di Seoul, il presidente americano e la sua controparte sudcoreana preparano un nuovo accordo per fermare il nucleare di Pyongyang.

Seoul (AsiaNews) – Il presidente americano Barack Obama compirà in Corea del Sud “una visita storica, un’occasione che non si può perdere” se si vuole risolvere il problema della Corea del Nord. Titolano così, questa mattina, i maggiori quotidiani nazionali, che preparano l’arrivo del leader statunitense previsto per il 20 novembre.

 Prima di partire per il suo tour asiatico, l’inquilino della Casa Bianca ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa coreana Yonhap: “Con il presidente Lee Myung-bak abbiamo stabilito una partnership molto forte. È evidente che siamo coordinati su molte questioni globali, e in particolare sulla Corea del Nord”.

 Eppure, nonostante i toni estremamente amichevoli, i rapporti fra i due leader hanno subito il mese scorso una forte incrinatura. Come ricorda il quotidiano Chsoun Ilbo, l’amministrazione americana non aveva risposto al “Grande Patto” proposto da Seoul in ottobre, un modo per dire che Washington non era interessata a un’alleanza fra Corea e Stati Uniti. Secondo Obama, quello è stato “semplicemente un malinteso diplomatico. Noi dobbiamo costruire insieme un ponte”.

 In effetti, Seoul è un alleato fondamentale nella lotta al nucleare di Pyongyang. Il presidente americano ha inviato presso il regime governato da Kim Jong-il un Alto rappresentante, Stephen Bosworth, che ha speso molto tempo in consultazioni con l’esecutivo sudcoreano prima di recarsi nella parte nord della penisola. Il quotidiano Hankoryeh cita oggi fonti diplomatiche, secondo cui l’invio del rappresentante “è un ottima mossa, che accogliamo con estremo favore. I contatti bilaterali fra Pyongyang e Washington non devono essere intralciati: sono un modo per risolvere l’impasse”.

 Nel corso della sua visita, dicono fonti del Dipartimento di Stato Usa, il presidente americano intende chiarire “l’impossibilità di un colloquio a due. Per il disarmo della penisola bisogna tornare al tavolo dei sei [Cina, Russia, Stati Uniti, Giappone e le due Coree] se rivogliono raggiungere dei risultati”.

 In passato, però, i presidenti di America e Corea hanno affrontato la questione da punti di vista differenti. Ed ecco perché, conclude proprio la Yonhap citando un analista dell’Università di Seoul, “la visita di Obama è fondamentale. Sono entrambi leader pragmatici, che mettono la realtà davanti all’ideologia. Se Lee potrà parlare in maniera franca, risolveranno una volta per tutte il problema del Nord”.

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