18/11/2010, 00.00
VATICANO - CINA
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La Santa Sede contro un’ordinazione episcopale illecita e la violenza sui vescovi

Il governo prepara la cerimonia per il 20 novembre e ha sequestrato due vescovi per obbligarli a partecipare. Il Vaticano denuncia “gravi violazioni alla libertà religiosa e di coscienza”. Un ricatto in previsione dell’Assemblea nazionale dei rappresentanti cattolici, un organismo “inconciliabile” con la fede cattolica, a cui i vescovi non vorrebbero partecipare
Città del Vaticano (AsiaNews) – Duro attacco del Vaticano contro un’ordinazione episcopale illecita che dovrebbe tenersi il 20 novembre prossimo e contro le costrizioni poste ad alcuni vescovi in comunione col papa a partecipare alla cerimonia.
 
In un comunicato diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana, si afferma che “la Santa Sede è disturbata da notizie provenienti dalla Cina in cui si afferma che alcuni vescovi in comunione col papa sono forzati da rappresentanti del governo a partecipare a una ordinazione episcopale illecita a Chengde, nordest dell’Hebei e che si dice programmata intorno al 20 novembre”.
 
Da diversi giorni sacerdoti dell’Hebei affermano di aver perso i contatti con almeno due vescovi della zona, mons. Pietro Feng Xinmao di Hengshui (Jingxian) e mons. Giuseppe Li Liangui di Cangzhou (Xianxian). I sacerdoti sono certi che questo significa che il governo li ha sequestrati per obbligarli a partecipare a un’ordinazione episcopale non approvata Santa Sede. Di questa possibile ordinazione, AsiaNews aveva già avuto notizie alcuni mesi fa.
 
Il comunicato vaticano afferma che “se queste notizie sono vere, la Santa Sede considera tali azioni come gravi violazioni alla libertà di religione e di coscienza” e aggiunge che tale ordinazione è “illecita e dannosa alle relazioni costruttive che sono state sviluppate negli ultimi tempi fra la Repubblica popolare cinese e la Santa Sede”.
 
Il candidato dell’ordinazione illecita è p. Giuseppe Guo Jincai (v. foto), ordinato nel ’92 e sempre coccolato dal regime. Egli diverrebbe vescovo di Chegde (Hebei). P. Guo è stato professore al seminario nazionale di Pechino ed è vice segretario generale dell’Associazione patriottica, oltre che rappresentante cattolico dell’Assemblea nazionale del popolo, il “parlamento” di Pechino.
 
Il comunicato vaticano conferma che per la Santa Sede “p. Giuseppe Guo Jincai non ha ricevuto l’approvazione del Santo Padre per essere ordinato come vescovo della Chiesa cattolica”.
 
Il comunicato fa presente che “la Santa Sede, desiderosa di sviluppare rapporti positivi con la Cina, ha contattato le autorità cinesi sulla questione e ha messo in chiaro la sua posizione”.
 
Pur con deferenza, il comunicato è molto netto. Secondo testimonianza raccolte dall’agenzia Ucan, sono stati proprio alcuni sacerdoti di Hengshui a chiedere alla Santa Sede di intervenire condannando l’ordinazione illecita e la partecipazione (forzata) dei vescovi. In più, vi sono diversi vescovi della regione che con varie minacce sono sollecitati a partecipare.
 
Da circa quattro anni il governo e l’Associazione patriottica non imponevano più ordinazioni illecite. Nel 2006, una serie di tre ordinazioni senza il permesso della Santa Sede ha provocato una dura reazione del Vaticano. Da allora vi sono state molte ordinazioni episcopali – 10 solo in quest’anno – ma in cui il candidato era quello designato dalla Santa Sede, accolto poi dagli organismi diocesani e riconosciuto dal governo.
 
È probabile che l’ordinazione episcopale illecita sia una minaccia verso la Santa Sede che lo scorso marzo ha diffuso un comunicato in cui chiedeva ai vescovi di evitare “di porre gesti (quali, ad esempio, celebrazioni sacramentali, ordinazioni episcopali, partecipazione a riunioni) che contraddicono la comunione con il Papa”.
 
Associazione patriottica e governo stanno preparando l’Assemblea nazionale dei rappresentanti cattolici cinesi, un organismo le cui finalità sono definite dal papa come “inconciliabili” con la Chiesa cattolica. Per il suo successo, occorre che tutti i vescovi vi partecipino, ma la Santa Sede è contraria (v. AsiaNews.it, 17/11/2010 “Entro la fine dell’anno” l’Assemblea dei cattolici cinesi). Il ricatto allora è: o voi partecipate o riempiamo la Cina di vescovi patriottici indipendenti dal papa. In Cina vi sono circa 20 diocesi senza vescovo o con pastori molto anziani che dovrebbero essere già in pensione.
 
 
Foto: Ucan
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