30/03/2026, 08.39
RUSSIA
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La censura come arma di concorrenza in Russia

di Vladimir Rozanskij

Il registro degli "agenti stranieri" in Russia contiene attualmente oltre 1.200 nominativi personali e oltre 1.500 progetti, organizzazioni e titoli di varie iniziative. Qualcuno è riuscito a farsi cancellare, cercando compromessi con le autorità per salvare affari e reputazione. Ma c'è anche chi vi si ritrova senza nemmeno sapere il perché. 

Mosca (AsiaNews) - Nel mercato russo sempre più compromesso dalle azioni militari si usa l’accusa di essere inoagenty, i tanto perseguitati “agenti stranieri”, per liberarsi dei concorrenti e impadronirsi dei loro affari. Molti russi pensano che lo status di inoagent non li riguardi: “non concedo interviste ai giornalisti stranieri, non sono nella lista dei nemici dello Stato, non ho mai sostenuto Naval’nyj, non viaggio all’estero”, quindi sembrerebbe di essere “assolutamente puliti”, ma spesso questa illusione di innocenza viene compromessa non dagli organi statali, ma dai propri compatrioti in cerca di spazio.

La nomea distruttiva può essere affibbiata sulla base di interviste fittizie pubblicate su media poco conosciuti, che vengono tirate fuori in occasione delle dispute commerciali per fare pressione sugli avversari. Anche se chi viene citato assicura di non aver mai dato tali interviste, l’associazione del proprio nome a giornali stranieri con critiche al governo o alla guerra rimane una macchia difficile da lavare completamente. L’avvocato Maksim Oleničev del progetto di difesa dei diritti Pervyj Otdel (il “Primo Ufficio” che ricorda il Kgb), ha raccontato a Radio Svoboda che questi mezzi “sporchi” nel mondo russo del commercio non sono per ora tanto frequenti, ma sembrano comunque in aumento.

Come egli riferisce, “si tratta di casi isolati, ma la legislazione sempre più rigida contro gli inoagenty permette di diffondere questa pratica in modo sempre più abbondante”. Si tratta infatti di una legge che viene continuamente rivista con aggiunte e modifiche, ma rimane poco concreta e definita; la decisione di dichiarare lo status ostile appartiene al ministro della Giustizia, ma nella realtà sono molti gli organi statali che se ne attribuiscono l’autorità, la procura, i servizi dell’Fsb, il centro di lotta all’estremismo, prima di arrivare sui tavoli del ministero, che spesso si limita a darne conferma.

L’attribuzione rimane molto arbitraria, ma una volta che viene decisa si applica una serie infinita di obblighi e limitazioni, e agli uomini d’affari si cerca di sottrarre proprietà e attivi finanziari. Tra gli inoagenty finiscono per essere annoverati anche persone assolutamente leali al regime, che non fanno donazioni a enti o associazioni “sospette”, guardano la tv soltanto sul Pervyj Kanal e non mantengono relazioni con cittadini stranieri. La legge sugli agenti stranieri esiste dal 2012, e il registro contiene attualmente oltre 1.200 nominativi personali e oltre 1.500 progetti, organizzazioni e titoli di varie iniziative. Qualcuno è riuscito a farsi cancellare, cercando compromessi con le autorità, per cercare di salvare i propri affari e la propria reputazione nella società russa.

Sono finiti sulla lista nera anche pubblicisti e giornalisti, che dopo essere stati reintegrati si sono messi a decantare le lodi più sperticate della politica statale, senza più alcuna ombra di critica. L’ultima redazione generale della legge risale al 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina, e oggi qualunque forma di diffusione su internet di opinioni poco allineate, anche soltanto approvando i post di altre persone, può essere definita “attività di agente straniero”. In pratica, il registro annovera chiunque si permetta di esprimere un parere personale, e spesso neanche quello, ma soltanto per attribuzioni da parte di altre persone di opinioni mai espresse in pubblico.

Con la messa al bando sempre più radicale delle piattaforme e dei social stranieri come Facebook, Instagram o Telegram, ormai non serve neppure segnalarsi o pubblicare qualcosa, ma è sufficiente essere iscritti ad essi per essere sospettati di “filo-stranierismo”. Scattano allora le varie proibizioni, da quella all’attività politica alla possibilità di essere remunerati per attività intellettuali, a quella di vendere le proprietà immobiliari e i mezzi di trasporto. Ovviamente gli autori di libri “sgraditi” non potranno ricevere onorari dalle case editrici, e gli insegnanti perdono facilmente il posto di lavoro. Dall’inizio del 2026 gli inoagenty sono gravati da un tassa supplementare, fino al 30% rispetto a quelle dei “normali”, in pratica facendo in modo che queste persone lascino definitivamente la Russia.

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