La giunta militare birmana recluta studenti e intensifica le operazioni militari
L'esercito del Myanamr ha avviato un nuovo programma di reclutamento rivolto alle scuole superiori, aprendo istituti di formazione militare per ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Secondo analisti e attivisti per i diritti umani, si tratta dell’ennesima mossa per colmare la grave crisi di organico delle forze armate, che sono sempre più impegnate su più fronti nella guerra civile.
Yangon (AsiaNews) – La giunta militare del Myanmar sta cercando di dare un’ultima sferzata alla guerra civile che da oltre cinque anni devasta il Paese, lanciando una nuova campagna di reclutamento destinata agli studenti delle scuole superiori e allo stesso tempo intensificando le operazioni militari contro le aree controllate dalla resistenza.
Quasi due mesi dopo la nomina del generale Ye Win Oo a nuovo comandante delle forze armate - che ha preso il posto di Min Aung Hlaing, eletto presidente dopo elezioni farsa - il regime ha annunciato la creazione di nuove “Youth Education Training Schools”, istituti scolastici gestiti direttamente dai militari che apriranno a partire dall’anno accademico 2026-2027. Le domande di ammissione sono già iniziate in diverse regioni del Paese. Due scuole sorgeranno a Naypyidaw e a Yemon, nella township di Hlegu, vicino a Yangon, e accoglieranno studenti tra i 16 e i 19 anni.
Il regime ha fatto sapere che i nuovi istituti offriranno istruzione gratuita, vitto, alloggio e un percorso privilegiato per accedere alle accademie militari. Per molti osservatori si tratta soprattutto di un tentativo disperato di ricostruire l’esercito, indebolito dalle perdite sul campo e dalle continue diserzioni.
“Tra i 15 e i 17 anni assorbono qualsiasi cosa. A 18 anni è più difficile. I militari vogliono prenderli quando sono ancora molto giovani”, ha spiegato un ex funzionario del ministero dell’Istruzione. Anche l’ex maggiore Swe Taw, oggi disertore, ritiene che lo scopo sia evidente: “Si tratta di creare nuove reclute per l’esercito. Ora stanno ampliando il sistema educativo militare per attirare gli studenti delle superiori”.
Questa nuova campagna di reclutamento arriva dopo che nel febbraio 2024 era stata ripristinata la legge sulla leva obbligatoria, sospesa nel 2010. L’esercito ha così imposto il servizio militare agli uomini tra i 18 e i 35 anni e alle donne tra i 18 e i 27, con la possibilità di arruolare anche professionisti fino ai 45 anni, con pene fino a cinque anni di carcere per chi tenta di sottrarsi.
L’annuncio aveva provocato il panico: migliaia di giovani avevano cercato di ottenere un passaporto per fuggire all’estero, alimentando l’esodo di rifugiati verso la Thailandia.
Il collasso del sistema educativo è una delle conseguenze più gravi ed evidenti della guerra civile. Gli studenti che iscritti agli esami universitari sono diminuiti di quasi l’87% rispetto al periodo precedente al golpe del 2021. Per questo, secondo molti analisti, le nuove scuole militari rappresentano il tentativo della giunta di chiudere un’altra via di fuga per le nuove generazioni, intervenendo direttamente sugli adolescenti prima che possano lasciare il Paese o unirsi alla resistenza.
Anche la crisi economica gioca un ruolo. L’offerta di istruzione gratuita e uno stipendio mensile potrebbe spingere molte famiglie a mandare i propri figli nelle scuole militari per necessità, più che per convinzione ideologica.
Ye Win Oo, ex capo dell’intelligence militare e strettissimo alleato di Min Aung Hlaing, nelle ultime settimane di recente ha applaudito alle nuove offensive militari. Dalla sua nomina, infatti, avvenuta il 30 marzo, la giunta ha intensificato bombardamenti aerei e offensive terrestri nelle regioni del Sagaing e di Magwe e negli Stati Chin e Kachin, riuscendo a riconquistare alcune città e importanti corridoi strategici.
Martedì le forze del regime hanno ripreso il controllo di Mawdaung, importante centro commerciale al confine con la Thailandia nella regione di Tanintharyi, dopo un’offensiva durata 15 giorni sostenuta da artiglieria e raid aerei. La città era stata conquistata nel novembre scorso dalle forze della Karen National Union (KNU). Secondo i gruppi della resistenza almeno 24 combattenti sono stati uccisi e oltre 4mila civili sono stati costretti a fuggire insieme agli abitanti di nove villaggi circostanti.
Mawdaung rappresenta un nodo fondamentale per il commercio di prodotti ittici verso la Thailandia. Dopo la riconquista della città, Ye Win Oo ha celebrato pubblicamente anche il recupero di Falam e Tonzang nello Stato Chin e di alcune arterie stradali cruciali tra lo Stato Karen, la città centrale di Mandalay e lo Stato Kachin, sostenendo che l’esercito stia “riaprendo i corridoi strategici” del Myanmar.
Il regime continua inoltre a utilizzare come arma di guerra il blocco degli aiuti umanitari e delle forniture alimentari. Nella regione di Magwe le truppe hanno impedito il trasporto di cibo e medicine fuori dalle città di Pakokku, Myaing e Yesagyo, nel tentativo di isolare le aree rurali controllate dai gruppi armati che si oppongono alla giunta. I residenti locali hanno riferito che ai civili viene impedito perfino di trasportare i prodotti agricoli.
Nello Stato Kachin, invece, la milizia etnica locale, il Kachin Independence Army (KIA) ha annunciato il passaggio a una strategia difensiva dopo l’arrivo di importanti rinforzi militari inviati dal regime verso la città di Myitkyina. Secondo fonti locali, un convoglio di circa 300 mezzi militari, inclusi obici mobili, è stato trasferito nella regione dopo che la giunta ha ripreso il controllo della strada tra Mandalay e Myitkyina, fondamentale per i rifornimenti militari.
08/06/2016 13:07




