09/04/2026, 17.57
LANTERNE ROSSE
Invia ad un amico

La 'nazione taiwanese' di Cheng Li-wun

Nel suo viaggio in corso nella Repubblica popolare cinese - scrutato come un indicatore dell'orientamento pro-Pechino dell'opposizione a Taipei - la leader del Kuomintang a sorpresa rendendo omaggio al mausoleo di Sun Yat-sen ne ha esaltato il ruolo ricollegandolo all'"identità nazionale" dell'isola. Un tentativo di tenere insieme il sentimento dei taiwanesi e la mano tesa alla Repubblica popolare.   

Milano (AsiaNews) - In questi giorni Cheng Li-wun - la leader del Kuomintang, lo storico partito di Taiwan da anni ormai molto più vicino a Pechino rispetto al Partito Progressista Democratico dell’attuale presidente Lai Ching-te - è in visita nella Repubblica popolare cinese dove nelle prossime ore dovrebbe incontrare anche il presidente Xi Jinping. Si tratta di un viaggio che arriva a ormai dieci anni dall’ultimo precedente per un leader del Kuomintang ed è osservato ovviamente con particolare attenzione per le tensioni che circondano l’isola e in particolare il braccio di ferro sulle nuove forniture militari di Washington.

Cheng ha dichiarato che il suo è un “viaggio storico per la pace”, pur riconoscendo che molti cittadini di Taipei nutrono preoccupazioni. Ha sostenuto che chi ama davvero Taiwan dovrebbe cogliere ogni opportunità per evitare un conflitto e ha espresso la speranza che la missione contribuisca a trasformare una situazione estremamente pericolosa in una più sicura.

Una lettura opposta dell’iniziativa è stata data dai vertici del Partito Progressista Democratico, secondo cui - mentre la Cina continua a perseguire l’obiettivo dell’annessione - Cheng rischia di diventare uno strumento della strategia politica di Pechino per dividere Taiwan. Il primo ministro taiwanese Cho Jung-tai ha chiesto un rafforzamento dei controlli legali sugli scambi tra politici taiwanesi e Pechino, proponendo modifiche legislative che obbligherebbero i funzionari a dichiarare contatti e informazioni relativi a interlocutori politici e militari cinesi, con l’obiettivo di “tutelare la sicurezza nazionale”.

Al di là delle schermaglie retoriche, già nel primo momento ufficiale della visita c’è stato un particolare importante che mostra quanto la stessa leader del Kuomintang - che si prepara a sfidare Lai nelle elezioni presidenziali del 2028 – non voglia dare di sé un’immagine troppo schiacciata sulle posizioni di Pechino. Il viaggio è infatti iniziato dalla tappa a Nanchino, dove si trova il mausoleo di Sun Yat-sen, il fondatore della Repubblica di Cina. Proprio parlando di lui, lo ha descritto come il mentore della liberazione della “nazione taiwanese”.

L’espressione ha segnato un distacco abbastanza evidente dalla tradizionale retorica del Kuomintang, storicamente incentrata sulla “nazione cinese”. Cheng ha invece sottolineato il ruolo di Sun Yat-sen come figura chiave per tutti i popoli oppressi, affermando che per questo egli gode di particolare rispetto tra i taiwanesi. Ha inoltre collegato il pensiero di Sun ai movimenti storici di Taiwan, citando Chiang Wei-shui, attivista dell’epoca coloniale giapponese, che nel 1927 fondò il Partito del Popolo Taiwanese ispirandosi ai suoi principi del Kuomintang e contribuendo - secondo Cheng - allo sviluppo di un programma per la liberazione della “nazione taiwanese”.

L’edizione cinese della Bbc ha osservato che i precedenti esponenti del Kuomintang che si erano recati a Nanchino - come Lien Chan, Wu Po-hsiung e Hung Hsiu-chu - nei loro discorsi avevano sempre enfatizzato l’unità della “nazione cinese” e i legami storici tra le due sponde dello Stretto di Taiwan. Cheng starebbe dunque tentando di ridefinire il significato di Sun Yat-sen, trasformandolo da leader cinese a figura fondativa anche per Taiwan, senza per questo escludere che in futuro la “nazione taiwanese” possa essere reintegrata nella “nazione cinese”.

Alcuni studiosi ritengono che questa strategia cerchi di mantenere un equilibrio delicato: da un lato evitare di irritare Pechino, dall’altro cercare consenso tra i cittadini taiwanesi. Ma è un approccio che presenta limiti evidenti. A Taiwan oggi l’identità collettiva è percepita più in termini civici e democratici che come appartenenza a una “nazione” in senso storico o etnico. E, dall’altra parte, la recente legislazione di Pechino sulla “comunità della nazione cinese” rafforza l’idea che tutti i gruppi, inclusi i taiwanesi, facciano parte di un’unica identità nazionale cinese, lasciando ben poco spazio per il riconoscimento di uno spazio a sé per la storia di Taipei.

Cheng Li-wun sta provando, dunque, a muoversi su un filo sottile, tentando di conciliare pressioni interne ed esterne. Saranno i taiwanesi a dire se questo percorso è credibile con un interlocutore come la Cina di Xi Jinping.

 

“LANTERNE ROSSE” È LA NEWSLETTER DI ASIANEWS DEDICATA ALLA CINA. 
VUOI RICEVERLA OGNI GIOVEDI’ SULLA TUA MAIL? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER A QUESTO LINK

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Maggioranza dei taiwanesi non si sente ‘cinese’ e respinge ‘Consenso del 1992’
19/04/2023 11:53
Taipei, con ‘Anno del Coniglio’ prende forma corsa alle presidenziali 2024
23/01/2023 12:10
Pechino cavalca il referendum day di Taipei per indebolire la presidente Tsai
17/12/2021 12:54
Valori cristiani e cinesi per rinnovare la società
30/01/2004
Kaohsiung: cacciato sindaco, alleato si suicida
08/06/2020 14:53


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”