La passione per il birdwatching in Uzbekistan
Assegnati i premi per il concorso nazionale che ha rilanciato la pratica dell'osservazione e della fotografia delle bellezze del Paese attraverso i voli dei suoi uccelli. Ben 335 le specie diverse immortalate dagli appassionati. Uno sguardo che abbraccia non solo gli animali, ma anche le persone che vivono vicino a loro e tanti aspetti della cultura e delle tradizoni locali.
Taškent (AsiaNews) - All’inizio di gennaio si è tenuta la premiazione dei migliori esploratori del birdwatching in Uzbekistan, nel concorso “Anno grande-2025”, che aveva lanciato molte persone sulle montagne, presso i laghi, le zone desertiche e anche per le strade cittadine in cerca di volatili di ogni razza ed aspetto esteriore particolarmente interessante e degno di essere ripreso e fotografato. Il sito Gazeta.uz ha raccolto le storie dei vincitori e le loro osservazioni assai poco abituali, che descrivono le bellezze del Paese attraverso i voli dei pennuti.
Il vincitore del concorso non è uzbeko, ma l’appassionato birdwatcher americano Emilio Zapata, che in un anno è riuscito a fissare le immagini di 287 uccelli di tipo diverso. Sul podio con lui due uzbeki, Marina Almazova con 259 tipi e Erik Salimov con 224 tipi. Tutti insieme, i partecipanti al concorso hanno fotografato 335 tipi diversi di volatili, appena uno in meno dell’anno precedente, che aveva raggiunto la cifra record di 336 tipi, ma comunque uno dei migliori risultati della storia del concorso annuale.
Secondo la Almazova, l’anno passato si è rivelato “ricco e luminoso”, dopo aver molto viaggiato senza pause in cerca di nuovi esemplari per tutte le regioni dell’Uzbekistan, e afferma che “il birdwatching non riguarda soltanto gli uccelli, ma anche le persone che vivono vicino a loro, i discorsi e le sensazioni che ci scambiamo, e non ci si sente soli a inseguire un proprio hobby”. Ella ricorda in particolare l’incontro con le oche dal petto rosso che volano nello stesso stormo di oche dalla fronte bianca, e anche il sistema dei laghi di Sudoče, dove Marina ha visto centinaia di fenicotteri. Le fotografie più riuscite a suo parere sono quelle di un gufo dalle orecchie corte e di un cardellino dalla testa grigia, anche se l’uccello preferito “è il prossimo che vado a cercare”.
Un premio speciale della giuria è stato quello per il “debuttante dell’anno”, assegnato a Margarita Davydova, che ha iniziato da poco questa speciale attività, riuscendo a fissare 214 tipi di uccelli e raggiungendo il quarto posto nella classifica generale. Racconta a Gazeta che in realtà l’amore per i volatili le è rimasto fin dall’infanzia, quando il nonno dava da mangiare alle tortore e ai passeri vicino alla finestra, e sentiva le cince e i tordi cominciare a cantare in primavera con il desiderio di correre fuori il più velocemente possibile. Pensava di avere una strana attrazione, e che degli uccelli si occupassero solo gli ornitologi, finché non ha scoperto la comunità dei birdwatchers, girando insieme a loro per il Paese da Taškent a Samarcanda, Bukhara e Nukus, per monti e fiumi di ogni tipo.
Il premio per la “Migliore fotografia della scotocerca”, il “passero inquieto” dalla coda scura, è stato vinto da Relisa Granovskaja, una speciale nomina stabilita in onore del sito Birds.uz, di cui la scotocerca è la mascotte e il simbolo che appare sui suoi loghi. Relisa racconta di “aver cercato per tanto tempo questo uccello così raro e straordinario, e finalmente l’ho trovato in estate vicino al lago di Aččikul, ma non ero riuscita a fotografarlo come si deve”, per poi ritrovarlo nella pianura di Fergana mente cercava esemplari di ciuffolotto, un altro tipo di passero dal petto rosso-fuoco.
Un altro riconoscimento è andato per “L’incontro cittadino più interessante”, assegnato a Aleksandr Rajkov, che è riuscito a fotografare una motacilla gialla a Taškent in inverno, mentre questo tipo di pennuto si riesce a vedere soltanto in volo in primavera e autunno. Per “l’incontro più interessante” in generale sono stati premiati due birdwatchers, Suvon Rakhimov di Džizak e Islambek Arepbaev del Karakalpakstan. Il primo è riuscito a trovare una clanga astata, l’aquila anatraia indiana che non si era mai rilevata in Uzbekistan, il 481° tipo di volatile aggiunto alla lista di Birds.uz, mentre il secondo ha ripreso una gavia stellata nel sistema montuoso dei laghi di Sudoče, un esemplare di cui rimanevano memorie soltanto nei musei e nella letteratura antica. Gli uccelli rianimano quindi le tradizioni e la cultura, spingendo gli uomini a guardare il cielo, per scrutare anche il proprio futuro.
30/05/2023 08:49
25/03/2024 13:21




