13/01/2006, 00.00
hong kong - vaticano
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La polizia scrive al Papa contro mons. Zen. Che ironizza

La polizia protesta per l'appoggio ai contadini sudcoreani arrestati durante il Wto. Mons. Zen: "prima di scrivere al Papa potevano accettare di parlare con me. Casualmente gli ho scritto anch'io".

Hong Kong (AsiaNews) – "Incoraggio il capo della polizia a confrontarsi pubblicamente con me, ma anche a scrivere la lettera aperta al Papa che dice di voler scrivere". Con queste parole mons. Joseph Zen Ze-kiu, vescovo di Hong Kong, in una lettera inviata oggi al South China Morning Post e giunta in anteprima ad AsiaNews, risponde a Tony Liu Kit-ming, capo della polizia del Territorio. Liu ieri ha dichiarato di voler protestare con Benedetto XVI per la solidarietà e l'appoggio offerti dal prelato ai contadini sudcoreani arrestati durante l'ultima riunione dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto).

"Come cittadino di Hong Kong – aveva detto il presule il 18 dicembre durante il sit-in di protesta di 150 contadini coreani – mi sento pieno di vergogna e mi voglio scusare con i contadini coreani. Ciò che hanno fatto i capi della polizia non è stato appropriato".

Mons. Zen aveva subito dopo sottolineato il suo apprezzamento per il lavoro della pubblica sicurezza durante il meeting economico internazionale ed aveva assicurato di non aver mai voluto criticare il modo in cui gli agenti hanno assolto al loro delicato compito, ma solo gli arresti.

L'Associazione degli ispettori di polizia, per protesta, ha deciso ieri "non di tenere un dibattito pubblico, che diverrebbe uno scontro, ma di scrivere una lettera aperta al Papa" perché "sarebbe impossibile trovare un punto di vista comune con il vescovo".

In risposta oggi – il giorno del suo compleanno – il vescovo invita l'Associazione a confrontarsi con lui, perché "un dialogo franco non deve avere necessariamente il tono di uno scontro, ma può essere utile per chiarire i fraintendimenti", ma sottolinea che anche "scrivere la lettera sarebbe una buona cosa". Mons. Zen fa poi notare con molta ironia che "casualmente" anche lui "ha scritto una lettera proprio oggi al Papa" riguardo il suo ritiro dalla carica.

"Secondo il diritto canonico – scrive mons. Zen - dovrei ritirarmi dal mio ufficio fra un anno esatto. La mia lettera è stata scritta per ricordare alla Santa Sede la necessità di trovare il mio successore. In alcuni casi il Santo Padre può invitare i vescovi vicini alla pensione a rimanere in carica per un altro paio d'anni, ma nella missiva ho insistito che è arrivato per me il momento di ritirarmi".

"Non conosco – conclude il presule - i contenuti della lettera della polizia, e potrei esserne in disaccordo; l'apprezzerei lo stesso se riuscisse a convincere il Papa ad accettare il mio imminente ritiro".

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