19/09/2016, 12.54
PAKISTAN
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Lahore, cristiani visitano un luogo di culto sciita (VIDEO)

di Kamran Chaudhry

Un gruppo composto da cristiani e attivisti locali è entrato nel Karbla Gamay Shah, una sala per le cerimonie. L’obiettivo “è lanciare un messaggio chiaro agli estremisti: noi non siamo divisi”. Calorosa accoglienza degli sciiti, che si preparano a celebrare il giorno più importante del mese sacro di Muharram.

Lahore (AsiaNews) – Una delegazione composta da oltre 20 cristiani e attivisti locali ha visitato un luogo di culto sciita per lanciare un chiaro messaggio contro il terrorismo durante il mese sacro di Muharram, il primo del calendario lunare islamico. Il gruppo si è presentato all’ingresso del Karbla Gamay Shah a Lahore, uno dei più famosi Imambargahs al mondo (una sala per le cerimonie rituali sciite), intonando slogan patriottici a inneggianti alla pace. Qui sono stati accolti dai religiosi sciiti, che li hanno ornati con ghirlande di fiori e lanciato petali di benvenuto e poi li hanno accompagnati nel cortile del tempio risalente al 19mo secolo.

La visita è avvenuta nella serata del 17 settembre. Samson Salamat, presidente cristiano del Rawadari Tehreek Movement (Movimento per la tolleranza), ha affermato: “L’obiettivo è dare un messaggio chiaro agli estremisti: noi non siamo divisi. Allo stesso modo dei cristiani, anche gli sciiti sono vittime di violenza in questo Paese”.

L’Hussainiat, o Imambargah, è una sala per cerimonie sciita. L’origine del nome è legata a Husayn ibn Ali, nipote di Maometto e terzo imam sciita, ucciso nel 680 d.C. dal califfo omayyade Yazid I a Karbala, in Iraq. In questi luoghi ogni anno i fedeli sciiti commemorano il martirio dell’imam Hussain. Il culmine della celebrazione avviene nel 10mo giorno della commemorazione, chiamato Ashura.

Salamat ha detto: “L’Hussainiat è simbolo di una filosofia che contrasta la tirannia. Poniamo fine alla pratica di etichettare come ‘infedeli’ coloro che parlano di amore e unità”. Altri presenti hanno parlato delle minacce frequenti ai luoghi di culto e hanno ringraziato i cristiani per “la grande dimostrazione di solidarietà”.

In seguito i cristiani si sono tolti le scarpe e sono stati invitati a visitare l’interno del luogo, soffermandosi nei diversi punti riservati alla preghiera.

La sala rituale sciita è stata più volte bersaglio di attacchi estremisti. Nel 2011 un adolescente si è fatto esplodere durante una processione che si stava svolgendo accanto all’Imambargah. Il bilancio è stato pesantissimo: 13 morti e 80 feriti. L’anno precedente, sempre vicino al tempio, altri attacchi kamikaze avevano colpito vari punti della processione, uccidendo otto persone e ferendone 190.

Il momento di maggior pericolo è durante il giorno dell’Ashura. Anche quest’anno l’allerta è alta e i religiosi sciiti hanno già incontrato le autorità di governo per organizzare il sistema di sicurezza a protezione dei fedeli. Syed Waqar ul Hasnain Naqvi, religioso sciita, riferisce ad AsiaNews che “lungo il percorso della processione sono state installate telecamere a circuito chiuso. I partecipanti saranno circa 80mila e 2mila volontari controlleranno la folla”.

L’esperto afferma inoltre che i “fratelli cristiani e musulmani del Rawadari Tehreek Movement hanno sempre fatto dimostrazioni di piazza contro l’attacco ai luoghi religiosi. A nome di tutta la comunità sciita, io rendo onore alla loro passione. La leadership della Chiesa dovrebbe incoraggiare gruppi simili”.

Sadia Sohail Rana, deputata islamica dell’Assemblea del Punjab, ringrazia gli sciiti per il caloroso benvenuto e dichiara: “Siamo entrambi seguaci di coloro che hanno dato la propria vita per amore dell’umanità. Uno (Gesù) è morto sulla croce, mentre l’altro (l’imam Hussain) è stato martirizzato a Karbala. Essi erano re e principe, ma sono morti per noi peccatori”. “Solo un cambiamento interiore – conclude – può sconfiggere la guerra del terrore. L’attacco a moschee e chiese è un attacco all’umanità”.

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