Lahore accoglie l'arcivescovo Rehmat: chiamati all'unità
A due settimane dalla nomina si è svolta la cerimonia di insdiamento del presule cappuccino, già vicario apostolico di Quetta. "Davanti a voi con umiltà e gratitudine per lasciarci guidare da Dio". Il monito dell'arcivescovo Travas, che è stato l'amministratore apostolico di questa Chiesa negli ultimi due anni: "Guardatevi da quanti vi usano per i propri interessi e programmi".
Lahore (AsiaNews) – L’arcidiocesi di Lahore in Pakistan ha vissuto il 28 marzo una giornata gioiosa importante per la sua storia in occasione dell’insediamento del nuovo arcivescovo metropolita Khalid Rehmat, frate cappuccino di 57 anni, già vicario apostolico di Quetta, chiamato da papa Leone XIV ad assumere la guida dell’arcidiocesi dopo un periodo travagliato e con un insolito scambio della sede episcopale con il predecessore, mons. Sebastian Francis Shaw, che aveva guidato questa Chiesa locale dal 2013. Centinaia di fedeli, insieme al clero e alla presenza del nunzio apostolico mons. Germano Penemote, hanno accolto il nuovo arcivescovo al ritmo dei tamburi, manifestando il loro affetto con fiori, petali di rosa, inni e preghiere speciali.
Il neo-arcivescovo Rehmat, nella sua omelia, ha dichiarato che la nostra vocazione e la nostra vita sono guidate dai piani e dalla provvidenza di Dio, e non dalle nostre posizioni personali: “Mi presento davanti a voi con umiltà e gratitudine - ha dichiarato -. Ringrazio papa Leone XIV per avermi affidato questa missione e mi affido alla vostra fede, alle vostre preghiere e alla vostra collaborazione. Sento fortemente che questo non è semplicemente un momento cerimoniale, ma un momento ecclesiale di grazia e responsabilità”.
Prima di lui era stato mons. Benny Mario Travas, arcivescovo di Karachi e amministratore apostolico di Lahore dalla “sospensione” di mons. Shaw il 18 agosto 2024, a presentare alla comunità diocesana l’arcivescovo Khalid come un dono prezioso. “Ho ricevuto molte indicazioni da Roma - ha commentato Travas - ma quella centrale è stata quella di promuovere unità e fraternità tra il clero”. Questa responsabilità – ha continuato - è diventata “un’opportunità per sperimentare il vivace spirito missionario e l’impegno del clero, dei religiosi e delle religiose e dei laici dell’arcidiocesi di Lahore”. Ma ha anche invitato i sacerdoti a guardarsi dalle divisioni alimentate da “quanti sono tra voi e vi usano per i propri interessi e programmi”.
Da parte sua il card. Joseph Cardinale Coutts, arcivescovo emerito dell’arcidiocesi di Karachi, ha ricordato l’importanza storica di Lahore per il modo in cui la Chiesa cattolica si è sviluppata in Pakistan. Ha Invitato a pregare per il nuovo arcivescovo, affinché Dio “lo porti sulle ali d’aquila e sia con lui in tutto ciò che farà”. Ha anche aggiunto che c’è ancora molto da fare nel campo dell’ecumenismo, poiché l’ultimo desiderio e la preghiera di Gesù Cristo erano “che siano tutti una cosa sola”.
P. Almas Salas, sacerdote dell’arcidiocesi di Lahore, ha dichiarato ad AsiaNews che l’insediamento di un frate cappuccino come arcivescovo sarà fonte di benedizione per questa Chiesa locale. Kashif Anthony, segretario della Commissione cattolica per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo dell’Arcidiocesi di Karachi, ha ricordato da parte sua che l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini ha una lunga storia e ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo della Chiesa cattolica in Pakistan, soprattutto nella cura pastorale, nell’educazione e nell’opera missionaria. Una tappa importante è stata proprio nel 2021 con la nomina di Khalid Rehmat a Vicario Apostolico di Quetta divenendo così il primo vescovo cappuccino pakistano. “L’arcivescovo Khalid Rehmat – conclude Kashif Anthony - ha una vasta esperienza nel servire comunità remote e marginalizzate, promuovere la pace e il dialogo interreligioso, gestire scuole e programmi sociali e sostenere le piccole comunità cattoliche in regioni difficili”.
20/01/2021 12:26
12/08/2020 13:00




