11/03/2026, 12.04
PAKISTAN
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Rehmat a Lahore e Shaw a Quetta: la scelta di Leone XIV per un nuovo inizio in Pakistan

di Shafique Khokhar

L'anomalo "scambio" tra i presuli delle due sedi episcopali è legato ad alcune accuse (rivelatesi infondate) che nell'estate 2024 avevano portato alla nomina di un'amministratore apostolico nell'arcidiocesi del Punjab. La speranza dei fedeli che questa decisione aiuti a rilanciare la vita della Chiesa locale, incoraggiando la partecipazione di tutti. 

Lahore (AsiaNews) – La comunità cattolica del Pakistan ha accolto in queste ore con fiducia nella scelta di Leone XIV la notizia delle importanti nomine episcopali decise ieri al termine di un periodo travagliato per la Chiesa locale di Lahore. Il papa ha infatti designato l’attuale vicario apostolico di Quetta, il frate cappuccino mons. Khalid Rehmat come nuovo arcivescovo di Lahore, destinando proprio alla sede di Quetta mons. Sebastian Francis Shaw, frate minore che della comunità cattolica del capoluogo del Punjab era stato il metropolita dal 2013.

L’inconsueto scambio di ruoli nasce in seguito alla sospensione dall’incarico dell’arcivescovo Shaw decisa dal Vaticano il 15 agosto 2024 in seguito a una serie di gravi accuse a lui rivolte tra cui abuso di potere e cattiva gestione finanziaria. Gli veniva attribuita la vendita illegale di proprietà della Chiesa a prezzi inferiori al valore di mercato e l’appropriazione indebita di alcuni fondi provenienti da un ospedale cattolico e da una commissione educativa. C’era inoltre un sacerdote – oggi sospeso – che chiamava in causa il presule anche per abusi di natura sessuale.

Sulla vicenda la Santa Sede aveva deciso di avviare un’indagine guidata dal card. Patrick D’Rozario, arcivescovo emerito di Dhaka in Bangladesh e dall’arcivescovo Benny Mario Travas di Karachi, canonista, nominato al contempo amministratore apostolico mentre Shaw veniva invitato a prendere un “anno sabbatico” per consentire l’accertamento della verità. Al termine di questo periodo ieri sono arrivate le decisioni del papa fondate sull’esito dell’inchiesta che ha ritenuto infondate le accuse contro il presule, ma ha anche constato la necessità di un cambiamento per sanare il clima venutosi a creare nell’arcidiocesi di Lahore. Di qui la scelta di Leone XIV di chiamare mons. Rehmat - che ha 57 anni ed è originario della diocesi di Islamabad-Rawalpindi - a guidare la Chiesa di Lahore, che è una delle due metropolie del Pakistan. Ma, allo stesso tempo, di confermare comunque il 68enne mons. Shaw nel ministero episcopale, affidandogli il vicariato apostolico di Quetta, nella delicatissima regione del Baluchistan.

“È davvero un tempo di preghiera e riflessione per tutta la comunità cristiana e direi che papa Leone ha preso una decisione saggia riempiendo la sede vacante dell’arcivescovo di Lahore”, commenta Kashif Anthony, segretario della Commissione cattolica per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo. Anche sr. Liza Niamat, delle Figlie della Carità, si è congratulata calorosamente con l’arcivescovo eletto Khalid Rehmat affermando che questo meritato riconoscimento è il risultato del suo servizio fedele e dedicato. Ha inoltre pregato per entrambi i nuovi nominati - l’arcivescovo e il vicario apostolico - affinché il Signore conceda loro un cuore di servi come quello di Gesù Cristo, radicato nella fede, e affinché siano veri pastori per il loro gregge.

Yousaf Benjamin, amministratore delegato di Dignity First - ong impegnata nella difesa dei diritti umani - da Lahore commenta ad AsiaNews: “È un momento di gioia e di rinnovamento spirituale. È come un ritorno a casa: il nuovo arcivescovo porterà un rinnovato senso di stabilità e di speranza ai fedeli. Spero in una leadership accessibile e capace di ascolto, che colmi la distanza tra il clero e i laici, incoraggiando una partecipazione più attiva dei fedeli nella vita della Chiesa. Concentrandoci sui giovani e sul benessere spirituale e sociale delle persone più emarginate nelle nostre parrocchie”.

Da parte sua il rev. Amjad Niamat, presidente della Commissione per l’ecumenismo, i diritti umani e l’armonia della pace interreligiosa della Chiesa presbiteriana del Pakistan, si congratula anche con l’arcivescovo Sebastian Shaw per la sua nomina a Quetta. “Il papa gli ha affidato una responsabilità importante che riflette una grande fiducia nella sua leadership fedele e nella sua saggezza. Credo che la sua guida rafforzerà la missione della Chiesa e incoraggerà l’unità tra i credenti. Che Dio gli conceda saggezza, forza e guida mentre inizia questa nuova responsabilità pastorale: preghiamo affinché il suo ministero porti speranza, pace e rinnovamento spirituale ai fedeli. A nome della Chiesa presbiteriana del Pakistan, gli assicuro le nostre preghiere e il nostro sostegno fraterno”.

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