24/06/2006, 00.00
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Le Siria pone condizioni per cominciare a dialogare con Beirut

di Jihad Issa

In una conferenza stampa ieri il ministro siriano dell'Informazione spiega: niente mediazione di Usa, Francia o Gran Bretagna; rispetto degli accordi in vigore, termine del dialogo inter-libanese per iniziare a discutere di confini e rapporti diplomatici.

Damasco (AsiaNews) – La Siria elenca le condizioni necessarie per intraprendere colloqui sui rapporti con il Libano, deterioratisi dal 2004 quando, su pressione di Damasco, è stato esteso il mandato al presidente libanese Emile Lahoud, filo siriano.

Ieri, in una conferenza stampa, il ministro dell'Informazione siriano Mohsin Bilal, ha dichiarato che come prima cosa "bisogna attendere la conclusione del dialogo interlibanese" (iniziato a Beirut lo scorso marzo e che procede ad intermittenza). "Conclusi i vostri incontri – ha detto ad una delegazione di giornalisti libanesi, in cui era presente anche AsiaNews - sarete i benvenuti in Siria".

Bilal ha poi sostenuto la disponibilità del suo governo ad iniziare un dialogo sincero, senza mediazione tra i due Paesi, prima di trattare di questioni pratiche. "Non aspettatevi che la Siria chieda a qualcuno di fare da mediatore con Beirut" ha avvertito sottolineando l'importanza degli accordi in vigore, che "devono essere rispettati". Questo in risposta alle richieste della coalizione anti-siriana in Libano, che chiede invece una revisione di tutti gli accordi siglati in passato con la Siria.

Il ministro ha chiaramente spiegato che Damasco riceverà chiunque voglia recarsi in Siria, "a condizione di non passare tramite Washington o Parigi". Il Libano ha chiesto un incontro con funzionari governativi siriani, ma Damasco si è mostrata restia ad invitare il premier Fuad Siniora per colloqui. In senso più ampio il riferimento è alle pressioni internazionali esercitate da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, promotrici di una serie di risoluzioni Onu riguardanti il Libano. La più contrastata da Damasco è la risoluzione 1559 del Consiglio di Sicurezza che chiede alla Siria di porre fine alla sua ingerenza negli affari libanesi, definire i confini e stabilire rapporti diplomatici con Beirut. Bilal ha poi chiesto al governo francese "di assumere il suo ruolo storico", allontanandosi dagli Usa, che perseguono solo i "propri interessi" nella regione.

La stampa siriana di oggi riporta che secondo fonti governative, il vertice di ieri tra il presidente siriano Bashar Assad e quello egiziano Hosni Moubarak, mediatore nel conflitto tra Libano e Siria, "non ha portato a nessun risultati positivo". Anzi con l'occasione Damasco ha ribadito che "per il momento non tratta le questione delle frontiere e dei rapporti diplomatici".

Già all'inizio della settimana il ministro siriano degli Esteri, Walid Muallem aveva detto che "non è il momento adatto per instaurare rapporti diplomatici" tra Siria e Libano. Più ottimista invece il deputato libanese Saad Hariri. Ieri, da Parigi dove ha incontrato il presidente Chirac, il figlio dell'ex premier Rafic Hariri, assassinato l'anno scorso, ha detto che relazioni diplomatiche con la Siria "sono possibili".

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