03/07/2019, 10.17
CINA – UNIONE EUROPEA
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Le nuove nomine europee, campanello d'allarme per Pechino

L'Europa ha trovato un accordo: Christine Lagarde guiderà la Banca centrale europea, mentre la tedesca Ursula von der Leyen diviene la prima donna a guidare la Commissione europea. “Delfino” della Merkel, ha criticato spesso le politiche economiche e relative ai diritti umani applicate in Cina.

Pechino (AsiaNews) – Le nomine che cambiano il volto dell'Unione europea creano qualche allarme in Cina. Lo sostengono diversi funzionari del governo di Pechino, parlando (ma rimanendo anonimi) con il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post. A preoccupare il colosso asiatico sarebbe soprattutto la decisione di porre a capo della Commissione Europea la tedesca Ursula von der Leyen, “delfino” di Angela Merkel spesso critica con le politiche cinesi in tema di economia e diritti umani.

Mentre la scelta di Christine Lagarde a capo della Banca centrale europea rassicura in qualche modo Pechino – date le posizioni espresse dalla francese a favore della politica di credito nazionale cinese – la decisione di rimpiazzare Juncker con l'ex ministro tedesco della Difesa avrebbe “stupito” gli analisti cinesi. La prima donna a ricoprire l'incarico deve essere ancora votata dall'Europarlamento, ma ha ottenuto il placet (cruciale) del francese Macron e il via libera dal “Blocco di Visegrad”, l'unione informale fra Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia.

In diverse interviste rilasciate negli anni scorsi – con vari incarichi ha sempre fatto parte dei governi targati Merkel, sin dal 2005 – la von der Leyen ha paragonato Pechino a Mosca: “L'Europa ha una politica nei confronti della Russia che, a mio parere, dovrebbe adottare anche nei confronti della Cina”.

Ma l'attacco più duro lo ha riservato proprio al sistema di governo nazionale applicato dal Partito comunista cinese: “Sono convinta che sia il grado di libertà personale raggiunto a definire un essere umano. Di conseguenza, non credo che sul lungo periodo possa durare il controllo totale di Pechino sulla popolazione. Presto o tardi, la popolazione si ribellerà a questa forma di governo. Credo che, sotto la superficie visibile, sia in continua crescita il desiderio di libertà e auto-determinazione da parte di quella gente”.

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