Le pratiche di stregoneria in Tagikistan
Nonostante i divieti della legge e della dottrina islamica amuleti ed esorcismi compiuti da un mullah o da uno sciamano sono diffusissimi in Tagikistan. Mentre una nota leggenda parla 40 spiriti inseparabili che governano il mondo e si crede siano in grado di scongiurare tutte le disgrazie umane.
Dushanbe (AsiaNews) - In Tagikistan, i rituali e le pratiche superstiziose sono proibiti dalla legge. La stregoneria e la divinazione sono punibili con sanzioni amministrative e penali, e anche l'islam proibisce tali pratiche; nonostante ciò, le persone continuano a rivolgersi a indovini e stregoni per risolvere i propri problemi, come racconta un servizio di Asia Plus.
Molto comune è l’abitudine a indossare amuleti. Non esistono divieti, né da parte del governo né della sharia, sull'indossare un amuleto; normalmente si tratta di una riproduzione di una preghiera del Corano, o di una supplica scritta da un mullah su un pezzo di carta in caratteri arabi. Viene cucito in un astuccio triangolare di cuoio o tessuto e fissato all'interno degli abiti, e a volte viene appeso al collo, allo scopo di curare varie malattie, "per allontanare gli spiriti maligni e i šaitan", per favorire il successo negli affari e nella carriera, o per allontanare il malocchio. Recentemente, sono diventati sempre più popolari gli amuleti "anti-Covid", da indossare clandestinamente; i cosiddetti bozband sono molto richiesti perché "aprono le porte al successo negli affari, ma allo stesso tempo chiudono le porte a varie sventure" per chi li indossa, tra cui estorsioni, incendi e furti.
Una delle pratiche più diffuse è quella degli esorcismi; quando una persona inizia a soffrire di una strana malattia, comincia a deperire vistosamente e i medici non riescono a determinarne la causa, viene spesso portata da un mullah o da un bakhši, uno sciamano. Il kamči occupa un posto importante tra gli attributi rituali: si tratta di una frusta o una verga di cuoio, usato dagli išan e dai mullah per curare le persone che soffrono di varie fobie. Un ciclo di trattamento dura diversi giorni, dopodiché le abrasioni sul corpo del paziente vengono lavate con acqua incantata. Gli sciamani bakhši usano delle verghe ricavate da rami d'albero durante le guarigioni, quarantuno verghe sono legate insieme, si recano personalmente a casa del malato e scelgono una stanza per il rituale, poi si invita la famiglia, gli amici e i vicini del paziente a partecipare alla cerimonia.
Una particolare categoria di ciarlatani pratica la stregoneria, e le persone si rivolgono a loro per vari scopi, sia buoni che cattivi. Se un bambino è malato, credono che sia stato vittima di una maledizione, se gli affari di qualcuno vanno male, credono che qualcuno abbia lanciato una maledizione, se invece ti piace qualcuno, ma ti ignora, allora si lancia un incantesimo d'amore. Ogni stregone ha i suoi requisiti: alcuni soffiano sui nodi, altri sul sale, sul tè, sul riso e su altri alimenti, dopo i quali, presumibilmente sotto l'influenza della stregoneria, la persona diventa "obbediente" e farà tutto ciò che l'incantatore richiede.
I folbin, veggenti e indovini, costituiscono una categoria speciale nell'ambito dell'occulto. Usano vari oggetti per la divinazione, da una tazza d'acqua a uno specchio. Ci sono anche mullah che usano il Corano per scopi divinatori, e in cambio di un compenso rivelano la causa di un problema e predicono le soluzioni. Ad esempio, le giovani donne si rivolgono a loro per predire chi e quando sposeranno, o per trovare un oggetto smarrito in casa.
Nelle zone rurali, le persone vengono spesso invitate al khudoi, una forma di elemosina. Agli invitati viene offerto il pilaf e, al termine, gli ospiti recitano una preghiera affinché tutti i progetti del padrone di casa si realizzino. Alcuni commemorano i parenti defunti, altri salutano i propri cari che partono per terre lontane e chiedono che venga offerta una preghiera in loro favore. Le celebrazioni in onore dei patroni delle professioni, i pir (banchetti), sono particolarmente importanti. Autisti e trattoristi, meccanici e tecnici organizzano regolarmente feste nelle loro case in onore del profeta Davide, abile fabbro e considerato il patrono di tutte le professioni legate al metallo e alla tecnologia.
Il numero "40" poi ha un significato sacro per la gente: esiste una nota leggenda sui 40 spiriti inseparabili che possedevano poteri soprannaturali di preveggenza, e nascondevano la loro esistenza ai non iniziati. Secondo i miti antichi più diffusi, i čiltan sono quaranta potenti santi che governano il mondo, e si crede che siano in grado di scongiurare tutte le disgrazie umane. In loro onore, si accendono 40 candele, si preparano dolci e si distribuiscono ai vicini e agli abitanti del villaggio. L'immagine è di origine tagika-persiana e si è diffusa tra altri popoli, inclusi quelli di lingua turca e urdu. Secondo le credenze di alcuni gruppi uzbeki e tagiki, a volte viene identificata con quaranta fanciulle (čildukhtaron) che passeggiano e danzano insieme durante la stagione della fioritura.
11/09/2021 09:54
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