Le scuole russe in Asia Centrale
Dal Tagikistan al Kazakistan sono migliaia i giovani che oggi studino in istituti e università aperti negli ultimi anni da Mosca dove l'insegnamento avviene in lingua russa. L'obiettivo è investire a lungo termine sulla nuova generazione che non può ricordare l'era sovietica ed è sempre più esposta alle influenze occidentali e cinese.
Mosca (AsiaNews) - La Russia sta investendo cifre molto significative nella costruzione di istituti scolastici in tutta l'Asia centrale, cercando di rafforzare l'uso della lingua russa, dato che le giovani generazioni della regione sono sempre più esposte all'influenza occidentale e cinese.
Quando una nuova scuola di lingua russa ha aperto i battenti nella città di Bokhtar, nel sud del Tagikistan, nel 2022, migliaia di residenti locali si sono precipitati per iscrivere i propri figli. La scuola, intitolata allo scienziato russo del XVIII secolo Mikhail Lomonosov, è uno dei cinque istituti scolastici finanziati dalla Russia ad essere stati aperti negli ultimi anni in questo Paese impoverito dell'Asia centrale, con un progetto statale russo da 150 milioni di dollari. Il moderno edificio a tre piani è sorvegliato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e alti pennoni con bandiere russe e tagike punteggiano il terreno circostante.
La figlia maggiore di Mukhtor, intervistato da Asia Plus, è tra gli oltre mille studenti iscritti alla scuola di Bokhtar. Il quarantenne operaio edile spera di poter mandare a scuola anche suo figlio, e afferma di “non avere alcun interesse per la politica, per me conta solo il futuro dei miei figli”, dice Mukhtor, che ha chiesto di non pubblicare il suo cognome, “questa scuola apre le porte alle università in Russia e, forse, a lavori migliori lì". In totale, circa 6mila studenti sono iscritti alle cinque scuole di lingua russa aperte in Tagikistan nel 2022, che aderiscono agli standard educativi russi, e l'insegnamento è principalmente in russo. Il curriculum, così come le cerimonie e i simboli scolastici, sono radicati nella cultura russa.
"Mosca sta costruendo nuove scuole russe in Asia centrale perché si concentra sulla prossima generazione. L'obiettivo è garantire un'influenza a lungo termine", afferma un politologo anonimo del Tagikistan, un Paese autoritario dove il governo non tollera il dissenso. A differenza delle generazioni più anziane, i giovani dell'Asia centrale non provano nostalgia per l'era sovietica; secondo l'esperto, gli studenti sono sempre più esposti alle influenze occidentali e cinesi. Tra i progetti più importanti c'è la costruzione, per 200 milioni di dollari, di un campus per l'Università slava kirghisa-russa a Biškek. Parzialmente finanziata da Mosca, questa università svolge già un ruolo importante nel sistema di istruzione superiore del Kirghizistan, e la Russia si è inoltre impegnata a costruire diverse nuove scuole secondarie in lingua russa in tutto il Kirghizistan.
Durante la sua visita ad Astana lo scorso 28 maggio, il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato che circa 60mila studenti kazaki studiano presso università russe, sottolineando che otto importanti università russe hanno sedi distaccate in Kazakistan. In Uzbekistan, l'insegnamento in lingua russa rimane popolare nell'istruzione superiore e nei settori tecnici, nonostante gli sforzi del governo per rendere l'uzbeko la lingua principale di insegnamento. Nel Paese sono presenti università russe e accordi bilaterali favoriscono gli scambi studenteschi e la formazione professionale. In Turkmenistan, dove le iniziative educative straniere sono rigorosamente regolamentate, l'istruzione in lingua russa rimane sotto la supervisione statale. Gli studenti si recano in Russia per studiare grazie ad accordi intergovernativi, e i legami educativi persistono nonostante le più ampie restrizioni nella vita pubblica.
In tutta l’Asia centrale, Mosca ha inoltre ampliato le iniziative di formazione, sia d'élite che informali, rivolte a giovani professionisti, analisti e futuri responsabili politici. Un esempio è l'iniziativa “Scuola per l'Asia centrale”, organizzata dal Fondo di diplomazia pubblica Aleksandr Gorčakov, un think tank russo che riunisce giovani professionisti provenienti dalla Russia e dai Paesi dell'Asia centrale per lezioni e dibattiti su questioni regionali. La politica linguistica nella regione, dove vivono importanti minoranze di etnia russa, ha periodicamente suscitato controversie e forti reazioni da parte dei politici russi. Quando il Kirghizistan, unico Paese in cui il russo ha ancora lo status di lingua ufficiale, ha discusso la possibilità di cambiare i nomi dei distretti di Biškek (Oktjabrskij, Leninskij, Sverdlovskij e Pervomajskij), diversi legislatori e commentatori russi hanno accusato i kirghisi di voler cancellare la storia comune, e di discriminare i russofoni.
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