15/04/2026, 09.07
ASIA CENTRALE-RUSSIA-AFGHANISTAN
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Le minacce alla sicurezza ai confini della Csi

di Vladimir Rozanskij

In Tagikistan un vertice dei responsabili delle strutture di frontiera dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti ha affrontato il tema delle ripercussioni dell'instabilità in Afghanistan. Rafforzata la cooperazione per combattere infiltrazioni di gruppi terroristici ed estremisti di matrice fondamentalista islamica.

Mosca (AsiaNews) - Oltre alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente, preoccupa l’instabilità politico-militare ed economica in Afghanistan, e i responsabili delle strutture di frontiera dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti si sono riuniti nella città di Guliston della regione di Sogda, nella parte meridionale del Tagikistan, per valutare le minacce alla sicurezza di confine in tutta la regione nel breve e medio periodo.

La riunione è stata aperta dal generale Mirodali Radžabzoda, primo vice-presidente e comandante delle truppe di frontiera del Comitato statale per la sicurezza nazionale del Tagikistan. Il generale dell'esercito Vladimir Kulišov, presidente del consiglio dei comandanti delle truppe di frontiera e capo del servizio di frontiera della Federazione Russa, è stato eletto presidente della riunione. Akhmadzoda Radžab, presidente della regione di Sogda, ha rivolto ai partecipanti un discorso di benvenuto.

Erano presenti le delegazioni del Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Bielorussia, e anche membri dell’alleanza militare eurasiatica Csto e della dirigenza della stessa Csi. Da tutti è stata sottolineata l’importanza di affrontare questi problemi in formato di attiva collaborazione, senza lasciare i singoli Stati in balia alle incertezze e alle pressioni, soprattutto di matrice afghana.

Nell'emirato islamico le tensioni interetniche, le crisi politiche e socio-economiche interne si stanno aggravando, la produzione di droga rimane un problema, il conflitto armato tra governo e forze di opposizione continua e i gruppi terroristici ed estremisti hanno intensificato le loro attività. La combinazione di questi fattori sta portando ad un ulteriore deterioramento della situazione militare e politica, e a una ricaduta della crisi negli Stati limitrofi dell'Asia centrale.

Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, nonché gli Stati Uniti e i loro alleati, continuano a impedire ai talebani di accedere alle risorse accumulate dal precedente governo repubblicano (circa 9,5 miliardi di dollari), congelandole a tempo indeterminato nei conti di banche subordinate. A causa della mancanza di fonti di credito esterne, il sistema bancario afghano è paralizzato. Il ritiro delle aziende straniere ha interrotto i legami commerciali, la logistica e le catene di approvvigionamento, innescando un'inflazione crescente e carenze alimentari. Le importazioni di beni industriali, carburante e prodotti farmaceutici sono sempre a livelli critici, e i prezzi dei beni di prima necessità sono in continuo aumento.

È stato quindi approvato un Programma di cooperazione e di rafforzamento della sicurezza di confine per il quinquennio 2026-2030, un meccanismo di applicazione pratica delle politiche applicate dagli Stati partecipanti in forma coordinata. Ad esso si aggiungono le misure di un altro programma già approvato nel 2024, per la collaborazione nella lotta contro la criminalità organizzata, e a quello di contrasto al terrorismo e all’estremismo per gli anni 2026-2028.

I partecipanti all’incontro hanno particolarmente apprezzato l’inclusione nei vari progetti di specialisti delle questioni di frontiera, e l’adesione a forum scientifici internazionali dedicati allo scambio di esperienze sulla contrapposizione preventiva alle minacce contemporanee della sicurezza e delle condizioni di vita nelle zone di confine. Alla conclusione dell’assemblea sono state approvate diverse misure esecutive per sostenere la stabilità degli spazi esterni della Csi. Alla fine dell’incontro le delegazioni degli ospiti hanno visitato una mostra di artigianato popolare, di cucina nazionale e di cultura nazionale del popolo tagico nella città di Guliston.

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