11/03/2026, 13.52
LIBANO
Invia ad un amico

Le suore di Dahye: 'La nostra scuola sotto le bombe a Beirut'

di Chiara Zappa

La testimonianza delle religiose di Santa Giovanna Antida Thouret che da 57 anni nel quartiere roccaforte di Hezbollah nella periferia sud della capitale libanese educano alla convivenza oltre 700 bambini e ragazzi cristiani e sciiti. "Oltre cento famiglie sono dovute scappare, una ventina hanno avuto la casa distrutta. Le ferite invisibili della paura e dell'incertezza sul futuro. Sentire che qualcuno è loro vicino l'unico segno di speranza".

Milano (AsiaNews) – “Da diversi giorni, la nostra regione vive al ritmo dei bombardamenti. La nostra scuola si trova ai margini della periferia sud di Beirut (Dahye), un’area fortemente colpita dagli attacchi. Giorno e notte, il rumore delle esplosioni risuona vicino a noi. Questa realtà ha profondamente sconvolto la vita delle nostre famiglie e dei nostri studenti”.

È il racconto che in queste ore sempre più drammatiche per il Libano ci arriva dalle suore di Santa Giovanna Antida Thouret, che in questa zona roccaforte di Hezbollah, già più volte bombardata da Israele, tengono aperta una scuola per 700 ragazzi tra i tre e i diciassette anni, per metà cristiani e per metà musulmani sciiti. In questo contesto difficile, dove a volte le tensioni inficiano i rapporti tra le diverse comunità, insegnano loro a conoscersi a vicenda.

Le avevamo incontrate qualche mese fa a Beirut, alla vigilia della visita di papa Leone XIV. Quando la direttrice sr. Wafaa Racheed ci aveva aperto discretamente la porta dell’aula di prima elementare, ci aveva indicato tra i bimbi che alzavano la mano per presentarsi un ricciolino timido: si chiama Ali, come il veneratissimo imam dell’islam sciita, ma il suo secondo nome è Charbel, in onore del santo cristiano maronita considerato patrono del Libano. “Ali Charbel rappresenta alla perfezione la realtà quotidiana della nostra scuola», aveva commentato sr. Wafaa”. Prima di spiegarci l’impegno quotidiano per la pace di questa realtà fondata 57 anni fa, che abbiamo raccontato sulla rivista del Pime “Mondo e Missione” in questo reportage.

“In collaborazione con la fondazione Adiyan, che lavora sull’incontro tra comunità diverse - raccontavano le suore di Santa Giovanna Antida Thouret - i nostri ragazzi partecipano a sessioni dedicate in cui cristiani e musulmani hanno modo di conoscersi a vicenda più in profondità e di camminare insieme. L’obiettivo è fare sperimentare che l’altro non rappresenta una minaccia: un messaggio che spesso i nostri giovani assorbono dall’ambiente che li circonda, a volte anche in famiglia”.

Oggi anche questa realtà si trova sotto i bombardamenti israeliani, come centinaia di migliaia di altre persone in Libano, nella follia di questa guerra. “Secondo le prime informazioni raccolte a seguito di un’indagine condotta una settimana dopo l’inizio dei bombardamenti - scrivono le suore - 122 famiglie della nostra comunità scolastica hanno dovuto lasciare la zona per cercare rifugio altrove, spesso in tutta fretta. Alcune sono partite con pochissimo, lasciandosi alle spalle le loro case, i loro ricordi e talvolta persino i loro effetti personali. Tra queste, 22 famiglie hanno visto le loro case gravemente danneggiate o completamente distrutte dai bombardamenti. Molti bambini sono attualmente sfollati, vivono temporaneamente con parenti o in rifugi, a volte senza materiale scolastico e persino senza vestiti sufficienti”.

“In questo contesto – continua la loro testimonianza arriva da Beirut - la scuola ha dovuto chiudere le porte alle lezioni in presenza per garantire la sicurezza di studenti e personale. Abbiamo cercato di continuare a insegnare online, ma la situazione rimane molto complicata. Molti studenti sono stati sfollati, alcuni non hanno più accesso a Internet, altri hanno perso i loro effetti personali o vivono in condizioni che non sempre consentono loro di seguire le lezioni”.

“Nonostante tutto – raccontano ancora le suore - i nostri insegnanti rimangono profondamente impegnati. Stanno cercando, per quanto possibile, di rimanere in contatto con gli studenti, di incoraggiarli e di offrire loro un minimo di stabilità in un periodo segnato da paura, incertezza e sfollamento. Oltre alle difficoltà materiali, sono anche le ferite invisibili che colpiscono i nostri bambini: la paura dei bombardamenti, la preoccupazione per i loro cari, l’angoscia di non sapere quando potranno tornare a casa, nei loro quartieri, nelle loro scuole e dai loro amici”.

Per in questa situazione così terribile, dal Libano le suore non mancano di esprimere gratitudine a tutti coloro che stanno mostrando loro vicinanza. “In questi tempi difficili - concludono - il vostro sostegno assume un valore ancora maggiore. È un segno di speranza; anche da lontano, le persone continuano a credere nel loro futuro. Che Dio vi protegga e vi benedica”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
A sud di Beirut sale la tensione fra Hezbollah e tribù arabe sunnite
29/04/2023 10:00
Beirut: sostegno popolare a Geagea, nel mirino per gli scontri a Tayyouné
27/10/2021 14:12
Patriarca maronita: liberare la magistratura dalle ‘ingerenze’ della politica
18/10/2021 11:55
Spari a Beirut, morti e feriti alle manifestazioni sull'inchiesta per l'esplosione al porto
14/10/2021 13:24
Khaldé: uccisi due uomini durante un funerale di Hezbollah
02/08/2021 09:01


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”