29/03/2026, 14.01
VATICANO
Invia ad un amico

Leone XIV, Domenica delle Palme: 'Dio non ascolta la preghiera di chi fa la guerra'

Il papa nell'omelia in piazza San Pietro: "Gesù, Re della pace", che "sempre rifiuta la violenza". "Nelle sue piaghe le ferite di tante donne e uomini di oggi", soprattutto "vittime della guerra". All'Angelus: "Vicini ai cristiani del Medio Oriente; in molti casi non possono vivere i Riti" della Settimana Santa. "Preghiamo per tutti i migranti morti in mare". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Migliaia di ramoscelli d’ulivo svettavano stamane tra i fedeli radunati in piazza San Pietro per la celebrazione della Domenica delle Palme. Leone XIV, alle porte della sua prima Settimana Santa da papa, nella breve omelia ha chiesto di porsi “dietro di Lui”: dietro Gesù sulla via della croce, condividendo il suo cammino e contemplando “la sua vita che si fa dono d’amore”. Cristo “si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra”, ha affermato Prevost. 

Il papa ha messo a confronto la “mitezza” di Gesù alla “violenza” che guida chi gli sta intorno. “Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni”, ha detto. Sullo sfondo di queste parole le violenze e le guerre d’oggi, soprattutto in Medio Oriente, dove all’orizzonte non si scorgono tregue, e in Terra Santa, dove nacque, visse e morì il Re della pace.

Il Re della pace, ha continuato nell’omelia Leone XIV, vuole “abbattere ogni muro che ci separa da Dio e dal prossimo”. Così, entra a Gerusalemme su un asino, “non a cavallo”. E intima al suo discepolo: “Rimetti la tua spada al suo posto”. “Non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra - ha continuato Leone XIV dal sagrato di San Pietro -. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità”. 

Così, ha affermato che il “nostro Dio” è “Gesù, Re della Pace”. “Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue’ (Is 1,15)”, ha aggiunto. Guardando Lui crocifisso è possibile vedere i “crocifissi dell’umanità”. “Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi”, ha spiegato. “Il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo”, ha detto. Ma “soprattutto” il dolore di chi è oppresso dalla violenza, e di tutte “le vittime della guerra”. 

Al termine della celebrazione, Leone XIV ha recitato la preghiera dell’Angelus. Subito dopo ha affermato che durante Settimana Santa “siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi”. Sullo sfondo di queste parole, l’atto grave accaduto stamane a Gerusalemme: la polizia israeliana ha bloccato il card. Pierbattista Pizzaballa e fra Francesco Ielpo dal recarsi privatamente nel Santo Sepolcro per le celebrazioni delle Palme. 

“Proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza”, ha aggiunto il papa. E ancora: “La loro prova interpella la coscienza di tutti. Eleviamo la nostra supplica al Principe della pace, affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace”.

Il pontefice ha dedicato un pensiero speciale anche ai “marittimi che sono vittime della guerra”. “Prego per i defunti, per i feriti e per i loro familiari. Terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace!”, ha affermato. E, infine, ha ricordato l’ennesima strage nel mar Mediterraneo: “Preghiamo per tutti i migranti morti in mare, in particolare per quelli che hanno perso la vita nei giorni scorsi al largo dell’isola di Creta”. Sono oltre venti le persone migranti morte al largo della Grecia, dopo un naufragio di giorni.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa: Domenica delle Palme, Gesù è il re che porta la pace del cielo sulla terra
28/03/2010
Gerusalemme, in 35 mila pregano per la pace in Terra Santa
26/03/2013
Domenica delle Palme, la speranza del Libano poggia sui giovani
21/03/2005
Il Papa benedice in silenzio i giovani dalla finestra dello studio
20/03/2005
Papa: 'Coltivare con pazienza dialogo e pace in Siria e Iran'
11/01/2026 13:56


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”