14/05/2026, 14.17
VATICANO
Invia ad un amico

Leone XIV all'Università La Sapienza di Roma: 'Studiate, coltivate, custodite la giustizia'

Visita del papa all'ateneo più grande d'Europa. Agli studenti: "Siamo desiderio, non un algoritmo". Ai docenti: "Insegnare forma di carità come soccorrere migrante in mare". Ricordo di un mondo "storpiato dalle guerre": "Non si chiami 'difesa' un riarmo che aumenta tensioni". Condannata la "disumana evoluzione" delle tecnologie nei conflitti. Sapere serva "a discernere chi si è". 

Roma (AsiaNews) - Le giovani persone che attraversano ogni giorno l’imponente città universitaria dell'Università Sapienza di Roma - il più grande ateneo d’Europa per numero di studenti - trascinano con sé un’“inquietudine”, che dà vita a “sentimenti contrastanti”: la speranza in un futuro “ancora da scrivere”, accesa dalla “giovinezza”, e un malessere causato da un “sistema distorto, che riduce le persone a numeri”. Stamane Leone XIV ha visitato l’istituzione fondata da Bonifacio VIII nel 1303. Prima di Prevost vi fece visita Paolo VI nel 1964; vi fu poi la rinuncia di Benedetto XVI nel 2008, dopo l’opposizione di un gruppo di docenti di fisica, in un caso che fu molto discusso.

Leone XIV ha parlato a tutto il corpo accademico, dapprima a braccio, nella Cappella della Divina Sapienza, luogo di fede e spiritualità tra le facoltà - “Chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, troverà Dio”, ha affermato all’arrivo. Poi, in Aula Magna, di fronte alle autorità e alle rappresentanze. È a studenti e studentesse che ha rivolto le parole più profonde. Ricordando che “molti giovani stanno male”, a causa di “ricatto delle aspettative”, “pressione delle prestazioni” e una “competitività” esasperata, che alimentano “spirali d’ansia”. Da tale malessere scaturisce una domanda: “Chi sei?”. “Siamo i nostri legami, il nostro linguaggio, la nostra cultura”. “Siamo un desiderio, non un algoritmo!”, ha detto agli studenti. 

Alle 10:17 Leone XIV è sceso dall’auto che l’ha condotto dal Vaticano al complesso universitario, accolto dalla rettrice Antonella Polimeni, prima donna a guidare l’ateneo romano dal 2020, e dal cappellano, don Gabriele Vecchione. Dopo aver sostato in preghiera nella Cappella è stato condotto al Rettorato. Ad accogliere il papa nelle strade della città universitaria c'era la stampa - presente anche AsiaNews - e la comunità accademica; nell’attesa si studiava, leggeva, evidenziavano appunti: come quella fosse solo una temporanea pausa dai doveri universitari. 

Sul palco dell’Aula Magna Leone XIV ha letto il discorso principale. A partire dalla riflessione sul malessere giovanile, ha rivolto una domanda anche alle persone adulte: “Che mondo stiamo lasciando?”. La risposta è lapidaria: “Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra”. Che causa un “inquinamento della ragione”. Allora, alla “semplificazione” bisogna opporre la “cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria”. A partire dal “dramma” del Novecento, Prevost ha ricordato il grido dei predecessori: “Mai più la guerra!”. Auspicando una “alleanza spirituale” col “senso di giustizia” dei giovani, con la loro “vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”. 

Il papa ha poi ricordato la “enorme” spesa militare globale, “in particolare in Europa”, dell’ultimo anno. “Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”, ha detto. Chiedendo di “vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile”, perché capaci di peggiorare “la tragicità dei conflitti”: in Ucraina, Gaza, Palestina, Libano, Iran c’è una “disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento”.

Di Gaza il pontefice aveva già parlato all’inizio del discorso, ricordando una convenzione tra la diocesi di Roma e l’Università Sapienza per l’istituzione di un corridoio umanitario universitario dall’enclave palestinese. Anche la rettrice Polimeni ha raccontato dei primi studenti giunti a Roma dalla Striscia. Entrambi gli interventi sono stati accolti dalla platea da un lungo applauso. Sul riarmo, il papa ha aggiunto: “Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia”. Ancora applausi levati dalla platea.

“Oggi, proprio l’implosione di un paradigma possessivo e consumistico libera il campo al nuovo che già germoglia: studiate, coltivate, custodite la giustizia! Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra”, ha detto il papa in Aula Magna.

Poi, rivolgendosi ai docenti, ha affermato: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata”. Invitandoli a  “coltivare un proficuo contatto con le menti e i cuori dei giovani: si tratta di una responsabilità esigente, certo, ma entusiasmante”. E domandarsi spesso: “Ho fiducia in loro?”. “Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani”. E ancora: “Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”.

Infine, Leone XIV ha parlato dell’ecologia come “fronte d’impegno comune”. Ricordando l’enciclica di papa Francesco Laudato si’ del 2015, che parla di “consenso scientifico molto consistente” a dimostrazione del “preoccupante” riscaldamento globale. “Da allora è trascorso oltre un decennio e, al di là dei buoni propositi e di alcuni sforzi orientati in tale direzione, la situazione non sembra essere migliorata”, ha detto. “In questo scenario incoraggio soprattutto voi, cari giovani, a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Gaza senza Hamas, il dissidente palestinese Hamza Howidy: 'Vogliamo vivere'
17/04/2025 14:51
Università vietnamite: affollate, ma con scarsa qualità formativa
12/04/2018 12:07
Duecentomila in solidarietà al Papa escluso dall’università La Sapienza
20/01/2008
Papa: universitari lo accolgono al grido di “libertà libertà”
16/01/2008
Papa alla Sapienza: cercate la verità e il bene, contro la presunzione e la frantumazione
16/01/2008


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”