13/02/2026, 15.28
VATICANO
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Leone XIV per la Quaresima: digiuno da 'parole che feriscono', ascolto del 'grido di chi soffre'

Diffuso il messaggio del pontefice per il tempo "condiviso" in preparazione della Pasqua. L'invito ad ascoltare la Parola per riconoscere la voce "che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia". Così come a "disarmare il linguaggio", per lasciare posto "a parole di speranza e di pace". "Coltivare la gentilezza". 

Città del Vaticano (AsiaNews) - La Quaresima - dal 18 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, al 2 aprile 2026, Giovedì Santo - come tempo in cui tendere “il nostro orecchio a Dio e agli ultimi”. Leone XIV introduce i temi che accompagneranno i vicini 44 giorni di avvicinamento alla Pasqua, nel messaggio “Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione”, oggi diffuso dalla Santa Sede. L’invito è di digiunare dalle “parole che feriscono”, impegnandosi affinché “il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione”. 

Sono ascoltare e digiunare i verbi suggeriti per accompagnare questa “occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo”, dice Prevost nel testo. L’ascolto è anzitutto verso la Parola, “poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro”. A imitazione di un “tratto distintivo” di Dio, che a Mosè dice: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido” (Es 3,7).

“L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione”, continua il pontefice. In questa storia, Dio coinvolge Mosè. Così, l’ascolto della Parola “educa a un ascolto più vero della realtà”, e rende capaci di riconoscere - nella “vita personale e sociale” - la voce “che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta”, aggiunge. Per sviluppare una “disposizione interiore di recettività”, che significa permettere di venire istruiti “da Dio ad ascoltare come Lui”, continua. 

Invece, il digiuno che accompagna la Quaresima è anzitutto una “pratica concreta”, un “esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione”, dice Prevost. Utile a “discernere e ordinare gli ‘appetiti’, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione”. L’invito di Leone XIV è di viverlo “nella fede e nell’umiltà”, dedicandosi a una “forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata”: quella “dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo”. “Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie”, afferma.

L’invito di Prevost è, quindi, di “imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane”. Seguendo questa preziosa pratica “tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”, dice.

Infine, papa Leone XIV sottolinea la “dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno”, messa in evidenza dalla Quaresima. Il tempo di preparazione alla Pasqua è un “cammino condiviso” da vivere in parrocchie, famiglie e gruppi ecclesiale. Affinché “l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale”, dice Prevost. 

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