02/05/2026, 10.06
ASIA TODAY
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Libano: Cina chiede annullamento ritiro dell'Unifil a fine 2026

Le notizie di oggi: la premier giapponese Takaichi in Vietnam per rafforzare cooperazione su economia e sicurezza. Corte d'appello in Cambogia conferma condanna a 27 anni per leader dell'opposizione Kem Sokha con l'accusa di "complotto con potenze straniere". In Iran Narghes Mohammadi trasferita dal carcere in ospedale dopo due perdite di conoscenza. Polemiche per stereotipi contro gli asiatici nel sequel del film "Il Diavolo veste Prada".

LIBANO-CINA

L’ambasciatore cinese all’Onu Fu Cong ha dichiarato che è necessario riconsiderare la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - adottata nell’agosto 2025 - di porre fine alla missione di pace Unifil in Libano, prevista entro fine anno. Parlando dalla sede ONU a New York, Fu ha espresso preoccupazione per la situazione nel Paese, sottolineando che non esiste un vero cessate il fuoco, ma solo un “fuoco ridotto”. A suo parere, la maggioranza del Consiglio ritiene che non sia il momento di ritirare la missione. La Cina attende un rapporto dell’ONU previsto per giugno prima di prendere una posizione definitiva.

GIAPPONE-VIETNAM

La premier giapponese Sanae Takaichi è giunta in Vietnam in un viaggio che la porterà anche in Australia con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione economica e la sicurezza energetica, in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente. A Hanoi incontrerà oggi il presidente To Lam e il premier Le Minh Hung, con focus su energia, minerali critici e intelligenza artificiale. Sanae Takaichi terrà anche un discorso in un’università di Hanoi per illustrare la sua visione sull’evoluzione dell’iniziativa Free and Open Indo-Pacific, lanciata dieci anni fa da Shinzo Abe. L’obiettivo è rafforzare un ordine internazionale nella regione basato su regole condivise.

CAMBOGIA

La corte d’appello della Cambogia ha confermato la condanna a 27 anni per tradimento dell’ex leader dell’opposizione Kem Sokha, 72 anni, già agli arresti domiciliari dal 2023. Fondatore del Cambodia National Rescue Party, è accusato di aver complottato con potenze straniere contro l’ex premier Hun Sen. La sentenza include anche il divieto di lasciare il Paese per cinque anni dopo la pena. Il caso è emblematico della repressione dell’opposizione da parte del partito al potere, il Cambodian People's Party. Molti oppositori sono stati arrestati o costretti all’esilio, rendendo le elezioni recenti prive di reale competizione. Il governo, guidato da Hun Manet, nega persecuzioni politiche.

IRAN

L’attivista iraniana per i diritti umani Narges Mohammadi, vincitrice del premio Nobel per la Pace 2023, è stata trasferita dal carcere a un ospedale dopo un grave peggioramento delle sue condizioni di salute. La notizia conferma i timori espressi in questi giorni dalla famiglia sulla sua salute. Secondo la sua fondazione, ha subito due perdite di coscienza e una crisi cardiaca acuta. Detenuta a Zanjan, avrebbe già avuto un infarto a fine marzo. I medici del carcere hanno ritenuto necessario il trasferimento, non potendo gestire la situazione in loco, mentre da tempo era raccomandato un trattamento specialistico a Teheran. Mohammadi, 53 anni, è nuovamente in carcere da dicembre e a febbraio è stata condannata a oltre sette anni di prigione, con accuse di “collusione” contro la sicurezza dello Stato.

ASIA-STATI UNITI

Il sequel molto atteso del film “Il Diavolo veste Prada” sta suscitando polemiche per accuse di razzismo verso personaggi asiatici. Al centro c’è il personaggio di Jin Chao, assistente interpretata da Helen J. Shen: il nome ricorderebbe un termine offensivo e l’aspetto del personaggio è stato giudicato stereotipato. Le critiche hanno alimentato accuse di cliché occidentali sugli asiatici, soprattutto in Cina, dove alcuni utenti hanno chiesto il boicottaggio del film.

RUSSIA

Secondo i calcoli degli attivisti di Memorial, in Russia sono oltre 5 mila le persone vittime di repressioni per motivi politici, e negli ultimi 10 anni sono 68 i casi accertati di morte in lager di questi prigionieri, 6 soltanto nei primi 4 mesi del 2026: a gennaio Roman Sidorkin (52 anni), a febbraio Oleg Tyryškin (64 anni) e Aleksandr Dotsenko (65 anni), a marzo Vladimir Osipov (56 anni), ad aprile Andrej Akuzin (53 anni) e Vegan Khristoljub Božij (43 anni).

ARMENIA-AZERBAIGIAN

Il premier armeno Nikol Pašinyan ha invitato a “evitare le escalation” sulla questione della distruzione dei monumenti armeni in Artsakh, e ad “agire secondo gli accordi scritti e firmati” invece di cercare il conflitto con “retorica patriottica estrema”, ricordando che la questione della distruzione della chiesa della Protezione della Madre di Dio a Stepanakert verrà affrontata “con una valutazione internazionale al livello degli Stati coinvolti negli accordi”.

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