29/11/2004, 00.00
PAKISTAN
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Libri di testo pakistani pieni di pregiudizi contro il cristianesimo

di Qaiser Felix
Nell'insegnamento è forte la discriminazione religiosa,  la glorificazione della guerra, l'annullamento delle capacità critiche.

Islamabad (AsiaNews) – Per eliminare la discriminazione religiosa è necessaria una riforma dei programmi scolastici. La proposta arriva da un rapporto dell'Istituto di sviluppo sostenibile (SDPI) di Islamabad, secondo il quale da oltre 20 anni i contenuti dei programmi didattici e dei libri di testo ufficiali ostacolano la divulgazione di un islam moderato e progressista. Della stessa idea anche il Centro per lo sviluppo umano diretto dal sacerdote cattolico p. Bonnie Mendes, che denuncia i pregiudizi contenuti nei corsi di studio soprattutto contro le minoranze cristiane.

Secondo i due studi, i testi e i programmi scolastici non tengono in considerazione la pluralità religiosa che caratterizza la società pakistana:

  1. l'insegnamento della Islamiat (gli studi islamici) è obbligatorio solo per gli studenti musulmani; ma i libri di urdu, lingua che deve essere letta da tutti indipendentemente dal credo, hanno per la maggior parte come tema unico l'islam;
  2. anche i testi in  lingua inglese hanno numerose lezioni su argomenti religiosi;
  3. i manuali scolastici promuovono un'idea di nazionalismo pakistano, secondo la quale i non musulmani non solo non possono essere considerati pakistani, ma neppure buoni esseri umani;
  4. la lettura del Corano, obbligatoria secondo la costituzione nazionale solo per i musulmani, viene imposta a tutti gli studenti;
  5. nei corsi che insegnano urdu e studi sociali tutti gli alunni devono seguire lezioni di pratica religiosa che insegnano riti musulmani quali la preghiera (namaz) e l'abluzione dei piedi prima di pregare (wuzu).

Secondo il rapporto del SDPI i programmi scolastici e i testi di studio incoraggiano alla violenza e alla militanza ponendo l'accento sulla glorificazione della guerra e l'uso della forza. Alla base di tutto poi, l'intento di inibire negli studenti la capacità critica e di scelta autonoma.

Il ministero pakistano dell'Educazione durante la revisione dei curricula scolastici del marzo 2002 non ha affrontato il problema relativo ai vecchi programmi ancora adottati nelle scuole. Secondo il rapporto SDPI, oggi questi problemi sono in alcuni casi peggiorati.

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