11/01/2007, 00.00
PAKISTAN
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Islamabad pronta ad eliminare le discriminazioni dai libri di scuola

di Qaiser Felix
Il ministero pakistano dell’Educazione sta preparando una riforma dei libri di testo che cerca di eliminare ogni pregiudizio contro le comunità non islamiche. La rabbia dei partiti islamici e l’apprezzamento delle comunità cristiane.
Islamabad (AsiaNews) – Il ministero pakistano dell’Educazione ha intrapreso una campagna mirata ad eliminare ogni pregiudizio contro le comunità non-islamiche dai libri di testo che vengono distribuiti in tutta la nazione. Secondo alcune fonti interne al dicastero, nei testi saranno presenti ampi capitoli dedicati all’uguaglianza fra i sessi, la pace, i valori etici e morali. Inoltre, i nuovi libri spiegheranno con onestà le basi economiche, culturali e sociali della nazione.
 
Per le classi composte da studenti adulti sono previsti libri di storia che spiegano la spartizione dell’India ed il periodo successivo al 1947, quando il Pakistan decise di “non escludere i non-musulmani dalla nascita della nazione, dove tutti i cittadini hanno gli stessi diritti senza distinzione di casta, credo politico o religioso”.
 
La reazione delle forze politiche conservatrici non si è fatta attendere. La Muttahida Majlis-i-Amal (Mma, unione dei 6 maggiori Partiti islamici del Paese) ha criticato con forza il governo per questa manovra e lo ha accusato di “seguire gli ordini di Washington” sulla questione. Inoltre, hanno annunciato una protesta di massa nei prossimi giorni. Secondo alcuni attivisti, la violenta protesta nasce dalla paura dei gruppi islamici di perdere il loro controllo sui campus dove studiano i giovani pakistani: questi, infatti, vengono sempre più spesso reclutati da formazioni nazionaliste ed integraliste che li usano per propagare l’odio interreligioso.
 
Il ministro dell’Educazione, Javed Ashraf Qazi, si è difeso dalle accuse nel corso di un dibattito televisivo: “Abbiamo deciso di riformare i nostri libri di testo con l’unico scopo di migliorare l’educazione dei nostri giovani, che sono tutti pakistani. Non abbiamo alcuna consulenza americana e non prendiamo soldi da loro”.
 
Le riforme sono state accolte con gioia dai gruppi liberali e dalle minoranze religiose. Per Mehboob Sada, direttore del Centro studi cristiano, “la mossa fa sperare tutti noi in un miglioramento della situazione. Abbiamo proposto al governo di inserire nei nuovi testi anche delle opzioni aperte per gli studenti di tutte le religioni, di modo che chi è interessato possa conoscere le altre fedi”.
 
Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione nazionale cattolica Giustizia e pace, spiega però che “il governo è molto lento in questo processo di riforma dell’istruzione. In ogni caso, la Commissione si incontrerà per al più presto per raccogliere idee e suggerimenti da presentare al governo”.
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