13/10/2004, 00.00
india
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Licenziato per aver violato le norme sul controllo della popolazione

di Nirmala Carvalho
Mons. Fernandez: "A rischio tutti i diritti individuali". Anche gruppi femminili giudicano le norme "discriminatorie".
New Delhi (AsiaNews) – La Corte suprema dell'India ha confermato l'esclusione di un consigliere municipale nello stato del Haryana (nord ovest dell'India), colpevole di aver violato la norma sui 2 figli. Tale norma consiste in un'indicazione di massima che invita le coppie indiane a non avere più di 2 figli. La proposta però non ha mai avuto valore legale vincolante.

La Corte ha motivato la sua decisione spiegando che "la crescita demografica è un problema di interesse nazionale" e che essa può essere perseguita anche "ricorrendo a penalizzazioni e misure legislative".

In particolare la Corte suprema ha deciso di escludere Zile Singh da un consiglio municipale dell'Haryana facendo valere la norma che impone ai membri dei consigli degli anziani e delle municipalità il numero consigliato di due figli.

"Sono rimasto sconcertato e stupito nell'apprendere questa decisione della nostra onorevole Corte suprema" ha detto ad AsiaNews mons. Percival Fernandez, segretario generale della Conferenza episcopale indiana (CBCI), una volta saputa la notizia. "Se tale decisione è vera – afferma il prelato -  dobbiamo ridefinire il concetto di libertà individuale e di diritti fondamentali! A questo punto la legge potrebbe anche stabilire che i bambini nati da coppie che hanno già 2 figli non hanno diritto di vivere. Anche questo sarebbe 'interesse nazionale nel controllo della crescita demografica'". "Bisogna preoccuparsi se questo giudizio darà il via a un processo che vuole arrivare a negare tutti i diritti fondamentali e la libertà individuale dei cittadini del nostro amato paese" afferma mons. Fernandez. "Il problema della popolazione può essere affrontato in modi concreti, ma di certo non attraverso la legge che distrugge tutti i veri diritti di base e la libertà di ciascuno, proprio in un paese che ha ottenuto la libertà grazie al sangue di martiri" sostiene il segretario della CBCI. "Spero che la nostra Corte suprema spenda più tempo nel fermare la corruzione e lasci i problemi demografici del paese alle analisi degli esperti"

Proprio stamane, il ministro della Sanità Anbumani Ramadoss ha affermato che imporre la norma sui 2 figli costituisce "una violazione dei diritti fondamentali". Secondo il ministro, i programmi di controllo della popolazione possono essere conseguiti "su basi volontarie" e che gli obiettivi demografici devono essere raggiunti "senza nessuna misura coercitiva".

Mons. Fernandez ha apprezzato le parole del ministro Ramadoss: "Ringrazio Dio che nel nostro paese abbiamo ancora persone che onorano i diritti fondamentali delle persone".

Nelle scorse settimane gruppi per i diritti civili e in difesa delle donne hanno manifestato la loro opposizione alla norma sui 2 figli, che alcuni vorrebbero tradotta in legge, attuata con misure coercitive. "Prima di pensare a leggi come questa, i politici si preoccupino prima di assicurare la salute, il cibo e l'educazione per tutti i cittadini" ha affermato Brinda Karat, segretaria generale dell'All-India Democratic Women's Association. "Cerchino di abbassare la mortalità infantile e delle donne, e vedranno che non c'è nessun bisogno di controllo legale della popolazione" ha detto l'attivista. La norma viene giudicata discriminatoria contro i poveri, i dalit, i tribali e le minoranze.

Anche Gurcharan Das, editorialista del The Times of India, mesi fa aveva criticato la proposta di trasformare in legge il "suggerimento" sui 2 figli: "La politica coercitiva in materia di demografia è moralmente sbagliata".

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